Algeria: si arrendono 7 militanti islamisti

Pubblicato il 21 giugno 2018 alle 12:15 in Africa Algeria

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7 militanti jihadisti si sono arresi alle autorità algerine, mercoledì 20 giugno, vicino al confine con il Mali. È quanto ha riferito il Ministero della Difesa di Algeri, specificando, con una dichiarazione, che le forze di sicurezza hanno recuperato diverse armi, tra cui 6 fucili d’assalto Kalashnikov.

Nonostante nel 2002 si sia conclusa la guerra civile, iniziata nel 1991, in cui si erano contrapposti il governo algerino, insediatosi con un colpo di Stato, e militanti di orientamento islamista, alcuni gruppi jihadisti, tra cui Al Qaeda nel Maghreb islamico e piccole bande di combattenti alleati allo Stato islamico, restano ancora attivi in diverse aree remote del Paese.

Data la sua posizione geografica, che la espone a continue minacce dall’esterno, l’Algeria sta portando avanti una rigida campagna di sicurezza lungo i suoi confini, soprattutto con la Libia, il Mali e il Niger, per eliminare le attività terroristiche di diversi gruppi islamisti. Nel Paese nordafricano operano numerose organizzazioni terroristiche, tra cui al-Qaeda in the Islamic Maghreb (AQIM), gruppi a lei affiliati, ed entità che hanno giurato fedeltà all’ISIS, tra cui la branca algerina dello Stato Islamico, nota con il nome di Jund al-Khalifah in Algeria (JAK-A). Tali gruppi mirano a stabilire un’interpretazione fondamentalista della sharia nella regione e attaccare le forze di sicurezza e il governo locali, insieme agli interessi occidentali nell’area. Stime del governo americano hanno riferito che diversi network terroristici, attivi nel Sahel, hanno tentato di operare in territorio algerino. L’instabilità della Libia, la presenza di organizzazioni terroristiche in Tunisia e il fragile accordo di pace tra i gruppi ribelli in Mali, hanno contribuito a mantenere alta l’allerta.

La difesa dei confini resta una delle priorità del governo algerino. A livello di cooperazione internazionale e interregionale per combattere il terrorismo, l’Algeria ha preso parte a diversi progetti dell’Onu, partecipando anche al Comitato di Stato Maggiore per le Operazioni Congiunte con il Mali, la Mauritania e il Niger (CEMOC), per promuovere la sicurezza nella regione.Le autorità hanno messo in atto diverse misure preventive per contrastare l’infiltrazione dei terroristi dai Paesi vicini, tra cui aree militari di blocco, nuovi sistemi di controllo, maggiore difesa delle installazioni energetiche e nuove tecniche di monitoraggio aereo, unite a tecnologie di comunicazione avanzate.

Il 2016 è stato uno degli anni in cui si è verificato il maggior numero di attacchi terroristici. In particolare, il gruppo JAK-A, affiliato dell’ISIS, ha rivendicato diversi attentati contro le forze di sicurezza locali, tra cui due mortali. Per contrastare le loro attività, le autorità di Algeri hanno continuato a compiere raid contro i terroristi. Per quanto riguarda al-Qaeda nel Magreb islamico (AQIM), diversi agguati sono stati effettuati attraverso il posizionamento di ordigni esplosivi e l’organizzazione di imboscate.Secondo le informazioni raccolte dal governo americano, nel novembre 2016 il numero degli attacchi è stato pari a 36.

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Chiara Gentili

di Redazione

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