Sud Sudan: iniziati colloqui di pace per risolvere guerra civile

Pubblicato il 20 giugno 2018 alle 13:45 in Africa Sud Sudan

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Il leader sud sudanese dei ribelli, Riek Machar, ha incontrato il presidente Salva Kiir, mercoledì 19 giugno, per discutere dei negoziati di pace che dovrebbero porre fine alla guerra civile iniziata nel dicembre 2013. I colloqui si tengono ad Addis Abeba, sotto gli auspici del primo ministro etiope Abiy Ahmed. Si prevede che, giovedì 21 giugno, anche i ministri degli Esteri degli Stati dell’Africa orientale appartenenti all’Autorità intergovernativa sullo Sviluppo (IGAD), discuteranno insieme ai due leader la questione della pace in Sud Sudan.

Un funzionario del governo etiope ha specificato all’agenzia di stampa Reuters che, al suo arrivo, Machar avrebbe incontrato prima il premier etiope Abiy e, in seguito, il presidente sud sudanese Kiir per dare inizio ai colloqui. Questa è la seconda volta che i due leader tentano di raggiungere un accordo per porre fine alle tensioni nel Paese. Un primo accordo di pace, stipulato nell’agosto 2015, sotto forte pressione della comunità internazionale, era fallito già nell’aprile 2016.

Il governo sud sudanese, favorevole all’incontro, aveva affermato la sua posizione attraverso il ministro dell’Informazione e il portavoce del governo, Michael Makuei, il quale, martedì 12 giugno, aveva dichiarato ai media di Juba: “La decisione del presidente Kiir è che sì, incontrerà Riek Machar, ma questo incontro dovrà coinvolgere anche l’IGAD, perché non sembri che un eventuale accordo di pace sia concordato al di fuori di questa organizzazione”. Il 9 giugno, Machar aveva twittato che “la situazione non può restare così, qualcosa cambierà” e aveva sottolineato il fatto che si sarebbe impegnato a cercare di risolvere il conflitto nel Paese in maniera pacifica.

Dopo aver raggiunto l’indipendenza, il 9 luglio 2011, il Sud Sudan, anche grazie alle ingenti risorse petrolifere di cui dispone il territorio, era pronto a risollevare la sua economia e a stabilizzarsi. Tuttavia, le tensioni tra i due principali leader del Paese, il presidente Salva Kiir e il vicepresidente Riek Machar, hanno presto causato l’inizio di una dura guerra civile che sarebbe durata circa 5 anni. Nel dicembre 2013, alcuni militari di etnia dinka, fedeli a Kiir, hanno cominciato a scontrarsi con quelli di etnia nuer, guidati da Machar e accusati di preparare un colpo di Stato. I disaccordi tra i due leader erano iniziati già durante la guerra per l’indipendenza dal Sudan, in seguito alla rivalità per il controllo del governo e del loro partito, il Movimento per la liberazione del popolo sudanese (SPLM).

Per evitare di essere ucciso, Machar, che aveva riunito introno a sé una parte dell’esercito a lui fedele, era stato costretto a fuggire in Sudafrica. La pace, raggiunta nell’agosto 2015, aveva portato alla creazione di un governo di transizione. Tuttavia, già nell’aprile 2016, Machar e i suoi uomini erano tornati a Juba e il leader aveva riacquisito la sua carica. Sebbene Kiir e il suo rivale cerchino di mantenere l’ordine nel Paese, scontri su larga scala si verificano periodicamente e una parte dell’esercito ancora sostiene il progetto di una guerra a oltranza. Negli ultimi giorni, le violenze si sono inasprite, con le forze del presidente sud sudanese che hanno recentemente acquistato nuovi elicottero e reclutato altri miliziani.

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Chiara Gentili

di Redazione

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