Salvini: Al-Sarraj vuole che l’Italia intervenga in Libia

Pubblicato il 20 giugno 2018 alle 6:45 in Italia Libia

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Il ministro degli Interni italiano, Matteo Salvini, ha annunciato che il Paese è pronto per nuovi investimenti in Libia, specialmente per una solida partnership economica con lo Stato nord-africano nell’ambito delle infrastrutture, degli ospedali e di altri settori. Nel corso di un’intervista rilasciata lunedì 18 giugno, il ministro ha dichiarato che l’intervento italiano è supportato dal capo del Consiglio di Presidenza/Governo di Accordo Nazionale di Tripoli, Fayez al-Sarraj, il quale ha chiesto all’Italia di farsi avanti.

“Ho detto ad al-Sarraj che il nostro Paese è pronto a intervenire in Libia e andrò lì per parlare ulteriormente della questione con lui. È utile che l’Italia, in linea con la NATO, agisca per combattere il terrorismo in Libia, così noi non limitiamo a trattare la questione dei migranti ma apriamo la porta a temi come l’economia, gli investimenti e la politica”, ha spiegato Salvini. Il ministro ha aggiunto che organizzerà una visita in Libia entro la fine di giugno.

Sul tema dell’immigrazione, Salvini ha reso noto di voler trovare un modo per affrontare la questione in Africa, creando centri di accoglienza in Libia, Egitto, Nigeria, Tunisia e Costa d’Avorio. Ha anche specificato che avrebbe intenzione di porre un veto sui 3 miliardi di euro destinati ad Ankara per il periodo 2018-2019, volti a bloccare la rotta balcanica, secondo quanto previsto dall’accordo Turchia-UE stipulato nel marzo 2016. Tuttavia, la decisione di finanziare i libici ponendo una restrizione alle somme inviate alla Turchia di Erdogan richiederebbe l’unanimità degli Stati europei per essere approvata. Un terzo dei fondi, infatti, viene finanziato direttamente dai membri dell’Unione, la parte restante invece deriva dal bilancio UE. Salvini ha sostenuto che Bruxelles avrebbe agito in maniera più efficace per sorvegliare la rotta est anziché quella libica. Secondo quanto dichiarato dal ministro degli Interni, i 3 miliardi sarebbero usati meglio in Africa per rafforzare la guardia costiera in Libia, fermare le imbarcazioni e riportarle indietro.  

Salvini ha anche attaccato le ONG che operano al largo della costa libica affermando che non sono ciò che sostengono di essere. “Dicono di salvare i bambini per commiserazione ma è solo un modo per fare i propri guadagni economici”, ha dichiarato il ministro, aggiungendo che le ONG sono finanziate da individui ed entità che non si preoccupano dell’assistenza ai bambini ma della creazione di nuovi schiavi. Salvini ha anche annunciato che l’Italia chiederà alle sue navi e alla Guarda Costiera di stare più vicini alle coste italiane. “Nel Mediterraneo ci sono tanti Paesi che possono intervenire, il Nord Africa, Francia, Spagna, Portogallo: non possiamo permetterci di portare mezza Africa sul territorio italiano”, ha affermato il ministro.

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Chiara Gentili

di Redazione

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