ISIS: rapimenti e cadaveri nel deserto vicino a Mosul

Pubblicato il 20 giugno 2018 alle 13:00 in Iraq Medio Oriente

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La città di Mosul e la sua area circostante hanno assistito a un’ondata di attacchi da parte dello Stato Islamico nei giorni tra il 18 e il 20 giugno e, secondo fonti locali, almeno 46 persone tra civili, agenti di sicurezza e combattenti sono stati rapiti nelle ultime 72 ore, tra questi almeno 20 sarebbero stati giustiziati.

Secondo quanto riportato da The New Arab, gli abitanti dell’area criticano la mancanza di un’adeguata strategia di sicurezza nella regione del nord-est del deserto che riesca a tenere sotto controllo il gruppo jihadista. In questa zona sono stati effettuati una serie di attacchi in strada con ordigni esplosivi e autobombe. Inoltre, il 18 giugno, 30 civili sono stati rapiti dall’area di Salahuddin, a nord di Baghdad, e si troverebbero adesso in un luogo sconosciuto. Secondo il capo del consiglio di Salahuddin, Ali Nawaf, la maggioranza degli ostaggi proveniva dalla tribù locale degli Shammar. Nawaf ha aggiunto, inoltre, che i corpi di 7 dei rapiti sono stati ritrovati la mattina del 19 giugno, ammanettati e abbandonati nel deserto.

Le Forze di mobilitazione popolare (PMF), una milizia sciita che ha combattuto contro l’ISIS in Iraq, hanno ritrovato i corpi di altre vittime del gruppo jihadista. In un comunicato stampa il PMF ha dichiarato: “un gruppo di militanti dell’ISIS ha rapito 10 civili durante un’imboscata sul ponte di Abu Ajareb, vicino al villaggio deserto di Hatra, a sud di Mosul, e li ha portati in un luogo sconosciuto”, aggiungendo che avevano trovato i corpi di 7 dei rapiti, che sembravano essere stati giustiziati da un plotone di esecuzione, vicino all’aeroporto a sud di Mosul. Altri 6 corpi civili sono stati scoperti a sud di Mosul dalle forze di sicurezza, il 18 giugno, e le autorità irachene ritengono che anche questi siano stati rapiti e giustiziati dallo Stato Islamico. Le forze di sicurezza del Pese sono alla ricerca degli ostaggi ancora detenuti dal gruppo jihadista.

I funzionari locali ritengono che le aree rurali intorno a Mosul siano un luogo ideale per gli attacchi del gruppo estremista, poiché lì possono mobilitarsi rapidamente, ritirarsi rapidamente e utilizzare numerosi nascondigli sotterranei. Il PMF, attore chiave nella rimozione della ISIS dalla maggior parte del territorio iracheno, ha acquisito un’enorme influenza su queste regioni, che si è tradotta in un ottimo risultato elettorale per gli ex militanti del gruppo, adesso amministratori locali. Alcuni funzionari della città di Mosul criticano l’attuale strategia di sicurezza obsoleta e si aspettano che, in tali condizioni, il numero di attentati aumenti. Questi, richiedono l’attuazione di strategie che utilizzano la raccolta di informazioni in modo da poter sventare agguati prima che abbiano luogo. Un membro del consiglio di Ninive, Ali Al-Hamdani, ha riferito a The New Arab: “Il caos nella gestione della sicurezza del Paese, nel suo complesso, è dovuto a servizi di intelligence deboli e a una mancanza di azioni proporzionate alle minacce affrontate”.

L’Iraq ha dichiarato la vittoria sull’ISIS il 9 dicembre 2017, ma questo continua a condurre attentati, sempre meno sporadici, e a gestire cellule dormienti nel Paese, in particolare nel nord, attorno alla seconda città irachena di Mosul. Negli ultimi mesi si sono verificate numerose azioni terroristiche in Iraq, che hanno interessato le forze di sicurezza e le aree prevalentemente dominate dagli sciiti. Uno di questi ha colpito Tarmiya, un’area a 25 km a nord di Baghdad, il 1 maggio. Inoltre, il 24 maggio, almeno 4 persone sono state uccise mentre altre 15 sono rimaste ferite in un attacco suicida in un caffè nella capitale irachena, dove la gente si era riunita dopo il digiuno giornaliero del Ramadan. 

L’attentato terroristico più mortale condotto dai militanti dell’ISIS negli ultimi mesi ha colpito il Paese il 13 aprile, quando almeno 25 persone sono state uccise e altre 18 sono rimaste ferite durante un corteo funebre, che stava entrando nel cimitero del villaggio di Asdira, situato a sud di Sharqat, nel nord dell’Iraq. Le autorità di Baghdad hanno intrapreso una campagna contro le cellule dormienti dell’organizzazione terroristica che si nascondono all’interno del suo territorio nazionale, in particolare nelle aree di confine con la Siria, e che continuano a condurre aggressioni contro l’Iraq.

Nel contesto della lotta contro le cellule dormienti dello Stato Islamico, martedì 17 aprile, il primo ministro iracheno e capo delle forze armate, Haider Al-Abadi, aveva annunciato l’inizio di una operazione della sicurezza, mirata a liberare le aree di Jazira e dell’alto Eufrate, situate nel governatorato di Al-Anbar, nel territorio occidentale del Paese. Precedentemente, il 10 aprile, il primo ministro aveva dichiarato di aver adottato le misure necessarie per difendere i confini con la Siria, sottolineando che lo Stato Islamico non sarebbe riuscito a conquistare di nuovo l’Iraq. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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