Immigrazione: Merkel disposta ad accogliere le esigenze dell’Italia

Pubblicato il 20 giugno 2018 alle 12:10 in Germania Immigrazione

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Agela Merkel, durante una conferenza stampa organizzata a Meseberg, in seguito all’incontro con il presidente francese, Emmanuel Macron, ha dichiarato che l’immigrazione è una “sfida comune” e l’obiettivo resta una risposta europea. L’intento della cancelliera tedesca è evitare che l’Europa si divida, sostenendo le proposte della Commissione e il rafforzamento dell’agenzia Frontex. A tali affermazioni ha aggiunto che la Germania accoglierà le valutazioni dell’Italia sull’immigrazione, dal momento che lo stivale è un Paese particolarmente esposto al fenomeno migratorio.

Secondo la Merkel, l’immigrazione illegale deve essere ridotta, mentre quella legale deve essere consentita. “Gli scafisti e i trafficanti di esseri umani non possono decidere chi arriva in Europa” ha aggiunto la cancelliera. Nella medesima occasione, anche il presidente francese ha sottolineato la necessità di una risposta europea alla crisi migratoria in corso. Macron ha ribadito di aver assicurato al premier italiano, Giuseppe Conte, una “reazione coordinata al fenomeno dell’immigrazione”. Proprio in risposta ad una domanda sulla recente controversia legata alla nave Aquarius, il presidente francese ha affermato: “Non possiamo rispondere in modo efficiente senza coordinamento”. Macron, infine, ha espresso il supporto per la Merkel riguardo all’accordo sul respingimento dei migranti, dichiarando: “Concordiamo sul fatto che i migranti che vengono registrati in un Paese e vanno in un altro, devono essere rimandati indietro al più presto”. Tale posizione è però in contrasto con le idee del ministro degli Interni tedesco, Horst Seehofer.

Dalle dichiarazioni del 20 giugno emerge che la Merkel e Macron concordano sulla necessità di una risposta europea al fenomeno migratorio, che risulti accettabile per tutti gli Stati membri. Tuttavia, la cancelliera si trova ad affrontare un dissenso interno. Il ministro degli Interni tedesco, Horst Seehofer, leader dell’Unione Cristiano-Sociale in Baviera (CSU), nell’ambito del cosiddetto “master plan sull’immigrazione”, ha richiesto di respingere i migranti senza documenti ai confini tedeschi, di allontanare coloro che sono stati registrati o hanno richiesto asilo in altri Paesi e di accelerare le espulsioni dei richiedenti asilo respinti.

La questione migratoria divide internamente anche l’Italia. Mentre Salvini rivendica di aver fatto guadagnare al Paese un ruolo centrale che negli ultimi anni non ha mai avuto, Matteo Renzi lo accusa di fare il “bullo” con i migranti. “La verità è che abbiamo finito di fare gli zerbini”, ha dichiarato Salvini. Tali dichiarazioni sono da leggere alla luce della recente controversia legata alla nave Aquarius.

Nella giornata di domenica 10 giugno, il ministro degli Interni italiano, Matteo Salvini, aveva vietato all’Aquarius, con a bordo 629 migranti, di attraccare nei porti italiani, inviando una lettera urgente alle autorità maltesi, chiedendo loro di far approdare a La Valletta la nave, in quanto “porto più sicuro”. Malta aveva risposto negativamente alla richiesta di Salvini, sostenendo di non essere direttamente coinvolta nell’operazione di salvataggio, e causando i primi attriti nelle relazioni bilaterali tra i due Paesi membri dell’Unione Europea.

Dopo un giorno di stallo causato dal braccio di ferro tra i due Stati, l’11 giugno il premier spagnolo, Pedro Sanchez, aveva offerto Valencia come porto sicuro per la nave Aquarius. Nella serata dello stesso giorno, in Italia si era svolta una riunione sulla vicenda presso la Presidenza del Consiglio. Durante tale incontro, alla luce della disponibilità dichiarata dal governo spagnolo, era stato deciso di trasferire a bordo di navi italiane una “cospicua parte” delle 629 persone presenti sull’Aquarius, al fine di permettere una navigazione sicura verso Valencia.

Salvini ha ringraziato il premier Sanchez per la disponibilità, ricordando, allo stesso tempo, che l’Italia ospita 170.000 richiedenti asilo, mentre la Spagna ne ospita 16.000. Dopo la decisione di Roma di vietare l’approdo all’Aquarius, il presidente francese, Emmanuel Macron, e il primo ministro italiano, Giuseppe Conte, si sono incontrati venerdì 15 giugno. Le due parti sono d’accordo sulla necessità che l’Unione Europea formi dei centri in Africa per prevenire i “viaggi della morte” dei migranti. Inoltre, Macron e Conte hanno richiesto profondi cambiamenti alle regole per richiedere asilo nel blocco europeo, che attualmente pone la responsabilità di accettare la richiesta sui porti europei d’entrata, perlopiù in Italia e Grecia.

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Alice Bellante

di Redazione

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