Francia critica gli USA per politica separazione familiare

Pubblicato il 20 giugno 2018 alle 8:48 in Francia USA e Canada

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Il portavoce del governo francese, Benjamin Griveaux, ha criticato, il 19 giugno, la politica statunitense di separazione familiare al confine con il Messico, auspicando che ciò non avvenga anche in Europa. “Non voglio che quanto sta succedendo negli Stati Uniti si ripeta in Europa, non abbiamo lo stesso modello di civilizzazione, chiaramente noi non condividiamo certi valori”, ha dichiarato Griveaux.

Il 15 giugno, funzionari americani hanno dichiarato che circa 2.000 bambini sono stati separati dalle famiglie al confine, tra la metà di aprile e la fine di maggio, quando il procuratore generale, Jeff Sessions, ha annunciato una politica di “tolleranza zero”, in base alla quale, tutti coloro che entrano illegalmente negli Stati Uniti, compresi i richiedenti asilo, vengono accusati di reato. Tale accusa penale comporta la separazione dai loro figli. I funzionari americani hanno difeso questa politica, sostenendo la  necessità per proteggere la frontiera e di contrastare l’immigrazione illegale. Oltre a sperimentare un’opposizione interna, tale politica ha creato sconcerto anche all’interno della comunità internazionale.

La dichiarazione di Griveaux arriva mentre il presidente francese, Emmanuel Macron, si è recato a Berlino per incontrare la cancelliera tedesca, Angela Merkel, per discutere sulla questione della gestione dei migranti in vista del vertice dell’Eurozona che si terrà il 28 ed il 29 giugno. In seguito alle vicende della nave Aquarius, il tema dei migranti sta profondamente dividendo l’Europa. Alcuni Paesi, tra cui l’Ungheria e la Polonia, hanno già espresso il loro rifiuto di accoglimento di rifugiati sotto un sistema di ripartizione coordinato dall’Unione Europea.

La necessità di trovare un accordo per una riforma del Regolamento di Dublino, che disciplina la responsabilità degli Stati membri dell’UE nell’esame delle richieste di asilo, e per il rafforzamento dell’agenzia Frontex, è condivisa da molti Paesi, come espresso anche dal primo ministro croato, Andrej Plenković, e dal cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, il 16 giugno. Tuttavia, il processo verso un’intesa tra i Paesi membri è pieno di ostacoli. Uno di questi è rappresentato dai dissidi interni creatisi nella coalizione governativa tedesca, manifestati dal ministro dell’interno tedesco, Horst Seehofer, leader dell’Unione Cristiano-Sociale in Baviera (CSU), che, nell’ambito del cosiddetto “master plan sull’immigrazione”, ha richiesto di respingere i migranti senza documenti ai confini tedeschi, di allontanare coloro che sono stati registrati o hanno richiesto asilo in altri Paesi e di accelerare le espulsioni dei richiedenti asilo respinti. Il meeting tra la Merkel e Macron servirà per la condivisione di una posizione e di un piano comune da proporre al summit europeo, e senza il quale la comunità europea potrebbe ulterioromente allontanarsi. Tuttavia, la questione migratoria non sarà l’unico tema trattato durante l’incontro. Saranno infatti trattati anche i temi della difesa e della finanza europea. Su tali temi, pur condividendo la necessità di rafforzamento dell’integrazione, le due parti si dividono sulla sua realizzazione operativa. Tuttavia, anche qui, la necessità di un accordo è impellente, come ha evidenziato il ministro delle finanze francese, Bruno Le Maire. “Se nelle prossime ore il presidente e la cancelliera raggiungono un accordo, faranno un significativo passo in avanti per il rafforzamento dell’Unione Europea. Se invece non ci riusciranno, senza dubbio l’area Euro sperimenterà periodi di forti turbolenze”, ha dichiarato Le Maire.

 

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di Redazione

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