Ecuador: Correa a processo per sequestro

Pubblicato il 20 giugno 2018 alle 6:06 in America Latina Ecuador

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La Procura generale dell’Ecuador ha deciso lunedì 18 giugno di processare penalmente l’ex presidente del paese, Rafael Correa, per un presunto caso di sequestro di un ex legislatore. L’episodio ha avuto luogo nel 2012, nel quadro di manifestazioni a favore e contro l’ex presidente che aveva cambiato all’epoca la legge sull’estrazione mineraria, causando proteste nel mondo indigeno.

La decisione di processare è stata presa dalla Corte Nazionale di Giustizia (CNJ) di Quito, dove ha avuto luogo la prima udienza per il sequestro dell’ex deputato Fernando Belda.

Durante l’udienza, il procuratore generale dello Stato, Paul Pérez, ha sollecitato davanti alla giudice Daniela Camacho di applicare all’ex capo di Stato, che risiede in Belgio con la famiglia da quando ha lasciato il potere nel maggio 2017, le misure cautelari di collocazione di un dispositivo elettronico e l’obbligo di firma presso la CNJ ogni 15 giorni.

Inoltre, Pérez ha chiesto misure di protezione per l’ex membro dell’assemblea nazionale Fernando Balda, presunta vittima del sequestro nel 2012. L’episodio ha avuto luogo non in Ecuador, ma in Colombia, dove l’allora deputato si trovava per sfuggire alla giustizia dopo essere stato condannato a due anni di carcere in Ecuador per ingiurie al Capo dello Stato. Belda fu catturato dalle forze di sicurezza ecuadoriane e ricondotto in patria. 

Il magistrato ha respunto l’uso del dispositivo elettronico, ma ha disposto che a partire dal prossimo 2 luglio, Correa debba presentarsi ogni due settimane presso la CNJ ed ha sentenziato che le missioni diplomatiche non hanno facoltà per provare la sua presentazione periodica, respingendo così implicitamente l’idea che Correa possa presentarsi all’ambasciata ecuadoriana a Bruxelles invece che a Quito.

In una prima reazione alla decisione, l’avvocato di Correa, Caupolican Ochoa, ha considerato insolita ed abusiva la disposizione, tenendo in conto che il suo cliente risiede e lavora in Belgio.  

Durante l’udienza, seguaci dell’ex presidente hanno manifestato nei pressi del tribunale con bandiere, striscioni e frasi di appoggio a Rafael Correa. In dichiarazioni all’agenzia di stampa cubana Prensa Latina, il deputato pro-Correa, Juan Cristobal Lloret, ha sottolineato che “il popolo si trova permanentemente davanti alla Corte, dovuto al nuovo evidente caso di giustizialismo in politica”.  

Inoltre, i seguaci di Correa hanno ribadito che l’ex membro dell’assemblea nazionale Fernando Balda, contro cui era stato spiccato un mandato dell’interpol, era stato deportato dalla Colombia secondo le vie costituzionali. 

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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