Yemen: forze filogovernative entrano nell’aeroporto di Hodeida

Pubblicato il 19 giugno 2018 alle 16:05 in Medio Oriente Yemen

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Le forze yemenite fedeli al governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, sostenute dall’Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti, sono entrate nell’aeroporto di Hodeida, mentre gli scontri per il controllo della città portuale si stanno intensificando.  

“Con la partecipazione e il sostegno delle forze armate degli Emirati, la resistenza congiunta yemenita è entrata nell’aeroporto di Hodeida”, ha dichiarato in un tweet l’agenzia di stampa statale degli Emirati Arabi Uniti. Il 17 giugno, la coalizione araba a guida saudita aveva condotto 5 raid aerei sull’aeroporto della città di Hodeida, in Yemen in supporto alle forze armate di terra che cercavano di prendere il controllo dell’area, sottraendola ai ribelli Houthi. Secondo quanto riportato dal quotidiano The New Arab, al momento, non è stata riportata una stima delle vittime.  

Il tentativo dell’Onu di negoziare un cessate il fuoco in Yemen è fallito e le forze leali al presidente Rabbo Mansour Hadi, sostenute dai sauditi, stanno continuando ad avanzare nell’offensiva mirata a riconquistare la città portuale di Hodeida. Lunedì 18 giugno, il ministro degli Affari Esteri degli Emirati Arabi Uniti, Anwar Gargash, ha dichiarato in una conferenza stampa a Dubai che l’offensiva contro Hodeida sarebbe continuata “a meno che i ribelli non si ritirino incondizionatamente”. Gli Houthi hanno preso il controllo di Hodeida, insieme alla capitale e gran parte dello Yemen settentrionale, nel settembre del 2014. Il governo del presidente Rabbo Mansour Hadi è stato deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma è tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. Successivamente, il 19 marzo 2015 i ribelli hanno lanciato un’offensiva per ottenere il controllo delle provincie meridionali. La situazione del Paese è resa ancora più complessa dall’intervento delle forze straniere. La coalizione araba, guidata dall’Arabia Saudita, che comprende Emirati Arabi Uniti, Egitto, Kuwait, Sudan e Bahrein, è intervenuta nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, a sostegno del presidente Hadi. Da parte sua, l’Iran sostiene gli Houthi, inviando segretamente armi al gruppo.  

La guerra nello Yemen, ormai al suo terzo anno, ha causato la morte di almeno 10.000 persone, secondo le stime dell’Onu, che ha definito la situazione nel Paese la “peggiore crisi umanitaria del mondo”. In questo contesto, l’offensiva contro Hodeida potrebbe avere conseguenze catastrofiche, poiché il porto della città garantisce l’accesso del 70% delle importazioni in Yemen, inclusi gli aiuti umanitari. Le Nazioni Unite hanno avvertito che fino a 250.000 persone sono a rischio in caso di un attacco nell’area. Da parte sua, l’alleanza saudita ha imposto una chiusura della città portuale quasi totale, sostenendo che Hodaida sia il principale canale di scambio per le armi tra i ribelli Houthi e l’Iran.  

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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