Yemen: falliti i negoziati dell’Onu per il cessate il fuoco

Pubblicato il 19 giugno 2018 alle 11:41 in Medio Oriente Yemen

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il tentativo dell’Onu di negoziare un cessate il fuoco in Yemen è fallito e le forze leali al presidente Rabbo Mansour Hadi, sostenute dai sauditi, stanno continuando ad avanzare nell’offensiva mirata a riconquistare la città portuale di Hodeida.

Secondo quanto riportato da The New Arab, i ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno riferito di aver incontrato l’inviato delle Nazioni Unite in Yemen, Martin Griffiths, domenica 17 giugno. Le negoziazioni dell’Onu tra le parti coinvolte nel conflitto sono durate 2 giorni, ma non è stato possibile trovare un accordo. Abdulaziz Saleh bin Habtoor, nominato primo ministro del governo non riconosciuto dei ribelli Houthi il 2 ottobre 2016, ha accusato le forze avversarie, guidate dai sauditi, di “aver intensificato gli attacchi sulla costa occidentale quando hanno ritenuto che fossero stati fatti notevoli progressi verso una soluzione”. Migliaia di famiglie sono state sfollate quando le forze lealiste, che sono sostenute dai sauditi, ma anche dagli Emirati Arabi Uniti, hanno lanciato l’offensiva contro Hodeida il 13 giugno.

Lunedì 18 giugno, il ministro degli Affari Esteri degli Emirati Arabi Uniti, Anwar Gargash, ha dichiarato in una conferenza stampa a Dubai che l’offensiva contro Hodeida sarebbe continuata “a meno che i ribelli non si ritirino incondizionatamente”. Gli Houthi hanno preso il controllo di Hodeida, insieme alla capitale e gran parte dello Yemen settentrionale, nel settembre del 2014. Il governo del presidente Rabbo Mansour Hadi è stato deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma è tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. Successivamente, il 19 marzo 2015 i ribelli hanno lanciato un’offensiva per ottenere il controllo delle provincie meridionali. La situazione del Paese è resa ancora più complessa dall’intervento delle forze straniere. La coalizione araba, guidata dall’Arabia Saudita, che comprende Emirati Arabi Uniti, Egitto, Kuwait, Sudan e Bahrein, è intervenuta nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, a sostegno del presidente Hadi. Da parte sua, l’Iran sostiene gli Houthi, inviando segretamente armi al gruppo. 

La guerra nello Yemen, ormai al suo terzo anno, ha causato la morte di almeno 10.000 persone, secondo le stime dell’Onu, che ha definito la situazione nel Paese la “peggiore crisi umanitaria del mondo”. In questo contesto, l’offensiva contro Hodeida potrebbe avere conseguenze catastrofiche, poiché il porto della città garantisce l’accesso del 70% delle importazioni in Yemen, inclusi gli aiuti umanitari. Le Nazioni Unite hanno avvertito che fino a 250.000 persone sono a rischio in caso di un attacco nell’area. Da parte sua, l’alleanza saudita ha imposto una chiusura della città portuale quasi totale, sostenendo che Hodaida sia il principale canale di scambio per le armi tra i ribelli Houthi e l’Iran. Lo stato d’allerta nel Paese rimane quindi elevato. La coalizione araba a guida saudita, domenica 17 giugno, ha condotto 5 raid aerei sull’aeroporto della città di Hodeida, in supporto alle forze armate che stanno cercando di prendere il controllo dell’area. Martin Griffiths, giunto nel Paese il 16 giugno, aveva proposto agli Houthi di cedere il controllo della città di Hodeida a un comitato supervisionato dall’Onu, per evitare ulteriori scontri. I comandanti delle milizie dei ribelli si sono trovati, però, in disaccordo tra loro sulla questione, secondo quanto riportato da Al-Arabiya English, incapaci di decidere se cogliere l’occasione e accettare l’offerta, perdendo il controllo della città, oppure continuare a lottare. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano 

 

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.