USA: Trump minaccia nuovi dazi sui prodotti cinesi

Pubblicato il 19 giugno 2018 alle 13:00 in Cina USA e Canada

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Gli Stati Uniti imporranno dazi ulteriori sui prodotti cinesi, per un valore di 200 miliardi di dollari, se Pechino concretizzerà la sua promessa di rappresaglia contro le tariffe statunitensi, annunciate dal presidente americano, Donald Trump, il 15 giugno. È quanto ha dichiarato la Casa Bianca, lunedì 18 giugno.

In seguito all’approvazione dei dazi su prodotti cinesi per un valore di 50 miliardi di dollari, dazi che saranno applicati in 2 tranches, la prima delle quali diventerà effettiva a partire dal 6 luglio, il ministro del Commercio cinese ha accusato gli Stati Uniti di “estrema pressione e comportamento estorsivo” e ha annunciato una reazione, da parte della Cina, che non ha tardato ad arrivare. Accusando gli Stati Uniti di aver avviato una guerra commerciale, Pechino ha delineato un piano tariffario ai danni di Washington, consistente in dazi su vari prodotti statunitensi, tra cui automobili, prodotti agricoli e frutti di mare, per un valore di 50 miliardi di dollari.

Secondo il leader della Casa Bianca, tuttavia, tale piano conferma la determinazione della Cina a mantenere gli Stati Uniti in una condizione di svantaggio permanente e ingiusto. Le tariffe statunitensi, infatti, sono una reazione ampiamente giustificate, secondo Trump, alla luce della violazione dei diritti sulla proprietà intellettuale e della sottrazione del know how delle imprese americane di cui Washington accusa Pechino.

“Occorre intraprendere ulteriori azioni per incoraggiare la Cina a cambiare le sue pratiche sleali, aprire il suo mercato ai beni degli Stati Uniti e accettare un rapporto commerciale più equilibrato con gli Stati Uniti”, ha affermato Trump che, per tale ragione, ha incaricato il rappresentante del Commercio, Robert Lighthizer, di individuare altri prodotti cinesi su cui imporre tariffe del 10% per un valore complessivo di 200 miliardi di dollari.

La Cina preannuncia il contrattacco ma, poiché le esportazioni cinesi negli Stati Uniti superano di gran lunga le importazioni di prodotti americani, secondo molti analisti è probabile che il governo cinese indirizzi la sua rappresaglia sul settore dei servizi, piuttosto che su quello dei beni.

Intanto, i mercati azionari e valutari mondiali non hanno mancato di reagire all’aggravarsi dell’escalation della disputa commerciale tra Washington e Pechino. Il valore delle azioni quotate nella Borsa di Shangai è sceso drasticamente e il dollaro e lo yuan cinese si sono indeboliti.

La disputa commerciale, tuttavia, potrebbe trascinarsi a lungo, avverte, da Londra, la Capital Economics, una società di consulenza e ricerca economica. Tanto l’economia americana, quanto quella cinese, infatti, saranno in grado di assorbire l’impatto iniziale delle misure restrittive, senza perturbazioni significative, nell’immediato, sulla crescita complessiva.

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di Redazione

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