Thailandia: comminata prima pena di morte dal 2009

Pubblicato il 19 giugno 2018 alle 19:30 in Asia Thailandia

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Il governo di Bangkok ha eseguito, lunedì 18 giugno, la prima condanna a morte dal 2009 per Theerasak Longji, assassino di 26 anni accusato nel 2012 di aver pugnalato 24 volte un ragazzo di 17 anni con l’obiettivo di rubargli il cellulare e il portafoglio. La scelta di eseguire l’iniezione letale sul condannato Longji è stata giudicata come “deplorevole” da Amnesty International.

Il premier thailandese, Prayut Chan-o-cha, ha difeso la scelta di comminare la pena capitale, martedì 19 giugno, dichiarando che si tratta di una pratica necessaria a mantenere la pace e la stabilità sociale. Il Dipartimento delle Correzioni, inoltre, ha aggiunto che l’esecuzione di lunedì 18 giugno è servita da “lezione per dissuadere i cittadini a commettere gravi crimini”.

Dal 1935 è in vigore in Thailandia la pratica di comminare la pena di morte. Da allora, 325 condannati sono stati giustiziati per fucilazione. Tale pratica si è conclusa l’11 dicembre 2003 e tra il 2004 e il 2009 sei condannati sono stati giustiziati ricorrendo all’iniezione letale.

“Si tratta di una deplorevole violazione del diritto alla vita. Il regno di Thailandia sembra essere intenzionato a sottrarsi all’impegno di abolire la pena di morte”, ha dichiarato Amnesty International. Se la Thailandia non avesse comminato alcuna pena di morte entro il 24 agosto 2019 sarebbe entrata nel novero dei Paesi di fatto abolizionisti, dal momento che sarebbero passati esattamente 10 anni dall’ultima condanna a morte.

La scelta compiuta dal governo di comminare la pena di morte per Theerasak Longji è stata criticata anche da alcuni cittadini thailandesi, i quali hanno protestato di fronte alla prigione di alta sicurezza di Bangkok in cui era detenuto il condannato esibendo cartelli con le scritte “Mettete in atto la giustizia, non giustiziate le persone” e  “Scegliete l’umanità, non la barbarie”.

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Alice Barberis

di Redazione

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