La Corte Interamericana dei Diritti Umani impone al Perù di rivedere l’indulto a Fujimori

Pubblicato il 19 giugno 2018 alle 15:00 in America Latina Perù

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Corte Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) ha stabilito che il Perù deve rivedere l’indulto concesso lo scorso 24 dicembre dall’allora presidente Pedro Pablo Kuczynski ad Alberto Fujimori, presidente-autocrate del paese latinoamericano dal 1990 al 2000. Secondo l’organismo internazionale il perdono presidenziale è una “concessione indebita di benefici di sconti di pena”.

La Corte Interamericana ha chiesto alla giustizia peruviana di analizzare “i seri dubbi che sorgono sul rispetto dei requisiti giuridici minimi”. Secondo i giudici della CIDH la magistratura peruviana deve studiare i ricorsi di numerose vittime della dittatura di Fujimori. La Corte Interamericana dei Diritti Umani considera che la condanna a 25 anni per le repressioni conosciute come mattanza di Barrios Altos e mattanza di La Cantuta non avrebbe dovuto essere oggetto di indulto.

Il 3 novembre 1991, il gruppo “Colina”, un reparto dell’esercito peruviano creato dal governo Fujimori nel quadro della lotta contro i terroristi marxisti di Sendero Luminoso, uccise 16 persone, tra cui un bambino, nel quartiere popolare di Barrio Altos di Lima. L’anno successivo, il 18 luglio 1992, nove studenti e un professore dell’università La Cantuta scomparvero. Ad oggi i corpi di alcune delle vittime non sono stati ritrovati. Tra il primo e il secondo episodio, il 5 aprile 1992, Fujimori portò a termine un auto-golpe, passato alla storia come “fujigolpe”, sospendendo le garanzie costituzionali e avviando un lungo processo autocratico terminato nel 2000. Fujimori fu condannato per violazione dei diritti umani nel 2005, tuttavia il partito fujimorista Forza Popolare, guidato dalla figlia Keiko Sofía, gode della maggioranza assoluta in parlamento.

Carlos Rivera, avvocato che rappresenta le vittime, ha dichiarato che già da lunedì 18 giugno avrebbero iniziato a depositare i ricorsi al tribunale di Lima. Il Ministero della Giustizia peruviano ha reso noto che rispetterà la sentenza della CIDH. Il presidente Martín Vizcarra, in precedenza, aveva dichiarato che la sentenza sarebbe stata rispettata “nel quadro della legge e della Costituzione del Perù, perché queste sentenze non sempre sono bianco o nero”.

Da quando è stato liberato Fujimori si reca regolarmente dal medico e in tribunale per assistere alle udienze di altri processi a suo carico per violazione dei diritti umani, ed ha preso parte in diverse occasioni nella disputa che oppone i figli Keiko e Kenji per il controllo del partito Forza Popolare.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.