Colombia: Iván Duque presidente

Pubblicato il 19 giugno 2018 alle 6:09 in America Latina Colombia

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Iván Duque è il nuovo presidente della Colombia. Il candidato della destra ha conquistato il 53,98% dei suffragi, contro il 41,81 dell’avversario Gustavo Petro, il 4,21% ha votato contro entrambi i candidati. Si sono recati alle urne 19,5 milioni di colombiani, il 53% degli aventi diritto, un record in un paese in cui l’astensione supera tradizionalmente la metà del corpo elettorale.

Un anno e mezzo dopo l’accordo siglato a L’Avana con le FARC per porre termine alla guerriglia nel paese si apre una nuova tappa per la Colombia. Duque fu, infatti, uno dei portavoce del NO all’accordo di pace, che vinse il referendum del 2 ottobre 2016 e costrinse il presidente Santos ad un’ulteriore round negoziale. 

Iván Duque, 42 anni, sarà il più giovane presidente della Colombia. È il candidato scelto dall’ex presidente Álvaro Uribe  (2002-10), figura centrale della politica colombiana sin dall’inizio del secolo e grande avversario degli accordi di pace dell’Avana. Ad Uribe, oggi senatore, si devono le vittorie militari contro la guerriglia sfruttate poi dal suo ministro della difesa e successore, Juan Manuel Santos, per conseguire la pace. Il partito di cui è esponente Duque, il Centro Democrático, è colloquialmente noto come “uribista”.

Marta Lucía Ramírez, ex ministro nei governi di Uribe e di Andrés Pastrana, sarà la prima donna ad assumere la vicepresidenza del paese. Duque ha puntato sull’esperienza della veterana politica conservatrice, che è stata anche dirigente di aziende pubbliche, ambasciatrice a Parigi e senatrice, per conquistare l’elettorato della destra tradizionale, più vicino all’ex presidente Pastrana.

Parlando ai suoi sostenitori nella notte di domenica a Bogotà, Duque ha ribadito: “questa pace cui tutti aspiriamo reclama correzioni, avrà correzioni affinché le vittime siano al centro del processo e si abbia finalmente verità e giustizia per tutti”. In un comunicato emesso poco prima del voto, le FARC, ora partito Fuerza Alternativa Revolucionaria del Común, si sono dette pronte a riunirsi con il presidente eletto.

“Non governerò contro nemici – ha dichiarato il presidente eletto, che assumerà l’incarico il 7 agosto prossimo – superiamo la pagina della polarizzazione, dello scontro, dei veleni e concentriamoci nella lotta contro la corruzione, il nepotismo, il clientelismo”.

Gustavo Petro, candidato della sinistra ed ex sindaco di Bogotà, ha promesso un’opposizione responsabile, ma “presente nelle strade e nelle piazze”. “Non consentiremo che la pace sia messa in discussione” – ha affermato il leader di Colombia Humana, primo candidato di sinistra a conquistare un secondo turno elettorale e a superare gli 8 milioni di voti. Petro ha pagato elettoralmente la vicinanza avuta in passato con il governo chavista venezuelano, che ha spinto molti moderati a votare per Duque, in un’elezione tra due candidati considerati radicali. 

Petro si è imposto nelle grandi città, come Bogotà, Cartagena de las Indias e Barranquilla, nonché nelle provincie più occidentali del paese. Duque ha vinto nella Colombia rurale e nelle provincie orientali e centrali del paese.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

 

di Redazione

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