Cina: avviata modernizzazione dell’apparato militare

Pubblicato il 19 giugno 2018 alle 6:10 in Asia Cina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il governo di Pechino ha deciso di spingere per la modernizzazione del proprio apparato militare, specialmente nell’ambito dei sistemi di lancio di armi nucleari, attraverso un aumento del budget destinato alle spese militari.

Secondo quanto riportato dal report annuale del think tank Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), la Cina è in possesso di 280 testate nucleari, le quali, tuttavia, non sono state ancora montate su un sistema missilistico.

La Cina rappresenta la seconda potenza mondiale per gli investimenti in ambito di difesa. Nel 2017 ha incrementato la spesa militare del 5.6% rispetto al 2016, per un totale di circa 228 miliardi di dollari investiti in ambito militare.

Da quando Xi Jinping è diventato presidente, il 14 marzo 2013, ha sempre sostenuto la necessità di modernizzare l’esercito e di affermare la propria leadership sulle forze armate, cosa che è stata confermata alla fine del XIX Congresso del Partito Comunista cinese, svoltosi dal 18 al 25 ottobre 2017, che ha rinsaldato il suo potere.

L’Armata Popolare di Liberazione (APL), l’esercito cinese, è stata aggiornata e modernizzata sempre di più nel corso degli anni recenti, con una maggiore attenzione al rafforzamento della marina, fondamentale per la politica espansionistica di Pechino nelle acque del Mar Cinese Meridionale e Orientale.

Lo sviluppo militare cinese è stato rilanciato nel 2015, con la riforma della difesa nazionale e dell’esercito, la più importante messa in atto dal 1955, con l’obiettivo di equiparare la forza militare del Paese alla sua importanza economica. Le prime modifiche sono state di stampo amministrativo, e hanno visto un cambiamento nella struttura della Commissione Militare Centrale, i cui quattro dipartimenti sono stati riorganizzati e suddivisi in 15 unità. Successivamente, è stato istituito un dipartimento autonomo per l’Armata Popolare di Liberazione (APL), non più sotto l’egida del Dipartimento General Staff, e sono stati differenziati diversi corpi specializzati dell’esercito.

Al fine di rafforzare il potere e l’influenza sulla scena internazionale, la Cina sta promuovendo anche la propria presenza militare all’estero. Ciò significa una maggiore partecipazione alle missioni di peace-keeping dell’Onu, ma anche un maggiore coinvolgimento nelle esercitazioni militare congiunte con altre potenze, come la Russia, e la costruzione di basi militari all’estero. In linea con tali obiettivi, il primo agosto 2017, è stata inaugurata la prima base militare cinese in Gibuti.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Alice Barberis

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.