Austria e Croazia: necessario fermare immigrazione irregolare

Pubblicato il 19 giugno 2018 alle 8:35 in Austria Croazia

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Il primo ministro croato, Andrej Plenković, e il cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, hanno discusso del rafforzamento dei confini esterni dell’Unione Europea e del problema dell’immigrazione irregolare durante un incontro bilaterale tenutosi a margine dell’Europa Forum del 16 giugno a Wachau.

“È importante avere un approccio globale che risolva il problema alla radice, fornendo assistenza, prima di tutto, alla Grecia, all’Italia e a Malta, che sono i Paesi di accoglienza primaria dei migranti”, ha dichiarato Plenković alla stampa al termine dell’incontro. Il primo ministro croato ha altresì elogiato il lavoro di protezione dei confini effettuato dal proprio Paese, al quale hanno contribuito in maniera essenziale anche i fondi europei, ed ha evidenziato la necessità di modificare il Regolamento di Dublino, che disciplina la responsabilità degli Stati membri dell’UE nell’esame delle richieste di asilo, in modo da trovare il giusto equilibrio tra responsabilità comune, solidarietà europea e reali capacità di ciascun Paese. 

Sempre il 16 giugno, rilasciando delle dichiarazioni alla testata giornalistica Der Standard, anche il primo ministro austriaco aveva sottolineato la necessità di rafforzamento dei confini, che sarà uno degli obiettivi principali della presidenza austriaca dell’Unione Europea che inizierà il prossimo mese, concentrandosi in particolare sulla possibilità di discutere, al vertice informale dei capi di stato e di governo a Salisburgo che si terrà il 20 settembre, strumenti per rendere più efficace l’agenzia Frontex. Kurz vorrebbe che il blocco europeo si concentrasse non tanto sull’accoglienza dei migranti, quanto piuttosto sulla prevenzione di ulteriori arrivi. A tal proposito, già il 6 giugno aveva dichiarato che Vienna stava lavorando, insieme ad altri Paesi europei, per la definizione di un progetto che avrebbe permesso la creazione di centri di accoglienza nel continente europeo ma al di fuori del territorio comunitario, permettendo così da un lato di accogliere i migranti, ma dall’altro di non lasciare loro la possibilità di decidere autonomamente in quale Paese membro stabilirsi. Su tale proposta, il presidente della Commissione Europea, Jean Claude Juncker, aveva glissato, affermando che era compito degli Stati membri decidere su tali questioni.

Al termine dell’incontro, Kurz e Plenković, hanno partecipato insieme al primo ministro serbo, Ana Brnabić, ed al primo ministro montenegrino, Dusko Marković, all’Europa Forum concentrato sui temi della difesa e della sicurezza del continente e della battaglia contro l’immigrazione illegale.

La questione dell’accoglienza dei migranti rappresenta uno dei temi più dibattuti in Europa, soprattutto dopo le vicende della nave Aquarius. In Germania, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, deve affrontare alcuni dissensi interni alla sua coalizione di governo di cui si è fatto portavoce il ministro dell’interno tedesco, Horst Seehofer, leader dell’Unione Cristiano-Sociale in Baviera (CSU), che, nell’ambito del cosiddetto “master plan sull’immigrazione”, ha richiesto di respingere i migranti senza documenti ai confini tedeschi, di allontanare coloro che sono stati registrati o hanno richiesto asilo in altri Paesi e di accelerare le espulsioni dei richiedenti asilo respinti. La Merkel ha incontrato il 18 giugno il presidente del consiglio italiano, Giuseppe Conte, ed il 19 giugno incontrerà il presidente francese, Emmanuel Macron, in vista del vertice sull’eurozona del 28-29 giugno.

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di Redazione

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