Algeria: Italia primo partner commerciale

Pubblicato il 19 giugno 2018 alle 16:30 in Algeria Italia

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L’Italia figura come principale partner commerciale dell’Algeria, con un interscambio pari a 9 miliardi di dollari. È quanto ha riferito l’ambasciatore italiano ad Algeri, Pasquale Ferrara, nel corso di una conferenza sul tema delle migrazioni organizzata dall’Università Luiss di Roma. “Abbiamo 180 aziende italiane in Algeria”, ha affermato il diplomatico. “Si tratta di una relazione solida, ma in costante trasformazione”, ha poi specificato, annunciando che le autorità algerine hanno iniziato ad avviare una politica di diversificazione economica.

Ferrara ha dichiarato che l’Italia può crescere ancora e potenziare la sua presenza nel Paese nord-africano. I settori più proficui promettono di essere quello delle energie rinnovabili e dell’agroindustria, ma anche i più tradizionali dell’energia, della tecnologia e delle costruzioni su larga scala. È prevista anche l’istituzione di una nuova associazione di imprenditori italo-algerini, volta a facilitare gli scambi commerciali e destinata a promuovere la creazione di una vera e propria Camera di commercio tra Italia e Algeria. Al momento, esiste una Camera di commercio mista, creata nel 1972, che incoraggia le relazioni economiche tra l’Italia e i 22 Stati della Lega Araba, tra cui l’Algeria.

Finora, nuove partnership tra le aziende dei due Paesi sono state ostacolate dalla regola del 51/49%, che riserva alle imprese algerine almeno il 51% del capitale delle attività avviate con altre imprese straniere. Questo limite costituisce un freno alla produttività delle aziende italiane, soprattutto quelle di piccole-medie dimensioni, che rappresentano il cuore dell’imprenditoria nel nostro Paese.

“L’associazione di imprenditori italo-algerini servirà proprio a creare maggiore fiducia tra le parti“, ha dichiarato Ferrara. “Ovviamente la sovranità economica resterà importante in settori strategici come la difesa, le telecomunicazioni e l’energia, ma in altri settori le condizioni dovrebbero essere più agevoli per gli investitori stranieri”, ha aggiunto. Nonostante il nuovo organismo, la concorrenza nel mercato algerino resta comunque spietata. Anche la Cina porta avanti la sua politica espansiva in Africa e nel Maghreb, acquistando importanti quote di mercato nei settori delle infrastrutture e delle costruzioni su larga scala, come la grande moschea di Algeri. Tuttavia, Ferrara ha fatto notare che “a realizzare le decorazioni interne sono state aziende italiane, segno che quando l’Italia fa l’Italia e lavora su un rapporto di partenariato e sulla qualità non deve temere la concorrenza”.

Nella seconda metà del 2018, è previsto un vertice tra i primi ministri di Italia e Algeria, volto a rinsaldare i rapporti tra i due Paesi. Nel corso dell’incontro si tratteranno anche tematiche legate all’immigrazione e alla rotta meno conosciuta che collega Tamanrasset, città nel sud dell’Algeria, alla Libia. “L’Algeria ha il miglior controllo delle frontiere e del mare territoriale in tutto il Nord Africa ed emigrare clandestinamente dal Paese è considerato un reato. Sono circa 1.300 i migranti algerini irregolari che ogni anno giungono in Italia. Il numero è molto limitato, ma non va sottovalutato”, ha sottolineato Ferrara. Il Sahel è un’area in costante evoluzione e il Paese africano deve ancora elaborare un apparato normativo adeguato. “Il livello di collaborazione deve restare stretto e costante”, ha concluso l’ambasciatore. L’ultimo vertice ministeriale tra Italia e Algeria si era tenuto a Roma nel maggio 2015.

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Chiara Gentili

di Redazione

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