ONU: preoccupazione per lo Yemen

Pubblicato il 18 giugno 2018 alle 14:22 in Medio Oriente Yemen

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Zeid Ra’ad al-Hussein, il capo dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha espresso preoccupazione per l’esito dell’operazione in Yemen guidata dall’Arabia Saudia e dagli Emirati Arabi Uniti. A detta dell’alto commissario, tale iniziativa potrebbe mettere in pericolo la vita di milioni di civili, dal momento che la coalizione araba a guida saudita continua a scontrarsi con i combattenti Houthi nel porto di Hodeida.

Zeid Ra’ad al-Hussein ha notificato tali angustie in occasione della sessione di aprtura del Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU a Ginevra, durante la quale ha fornito una panoramica della situazione generale dei diritti umani in Yemen. Il 18 giugno, la coalizione araba a guida saudita ha attaccato le posizioni Houthi, mentre i civili fuggivano in cerca di un riparo dal più grande scontro degli ultimi 3 anni. L’attacco in questione era mirato a colpire i cecchini Houthi, posizionati sui tetti di alcune scuole e case nel quartiere di Manzar, nei pressi dell’aeroporto di Hodeida. Durante gli scontri sono rimasti feriti decine di civili e alcune organizzazioni umanitarie hanno avuto difficoltà a raggiungere parti della città per prestare soccorso. Secondo quanto riporta Al Jazeera, perdere Hodeida indebolirebbe seriamente la fazione Houthi, recidendo le linee di approvvigionamento del gruppo che passano dal Mar Rosso alla roccaforte di Sana’a.

I militari della coalizione araba a guida saudita avevano circondato l’aeroporto il 16 giugno, dopo aver lanciato l’operazione di liberazione all’alba di mercoledì 13 giugno. Il giorno prima, gli Emirati Arabi Uniti avevano chiesto ai ribelli Houthi di evacuare la città  portuale entro 48 ore, oppure di prepararsi ad affrontare un’offensiva su Hodeida. Le Nazioni Unite avevano comunicato più volte la loro preoccupazione in merito, allarmate dal fatto che tale assedio potesse paralizzare gli scambi di beni commerciali e l’arrivo di aiuti umanitari per i 22,2 milioni di yemeniti bisognosi di assistenza.

La coalizione araba combatte contro gli Houthi da 3 anni. I ribelli controllano la capitale, Sana’a, il porto della città  di Hodeida e la maggior parte delle aree popolate dello Yemen. L’assalto all’aeroporto è il primo tentativo delle truppe della coalizione di prendere il controllo di una città  così grande e ben difesa. Una loro vittoria potrebbe mettere gli Houthi in una posizione molto debole, mentre una sconfitta potrebbe mettere in pericolo l’arrivo di aiuti nel Paese e costringere il movimento dei ribelli a negoziare. I Paesi occidentali hanno a lungo sostenuto tacitamente a livello diplomatico gli Stati arabi e hanno venduto loro miliardi di dollari di armi all’anno, tuttavia, secondo Reuters, tale supporto potrebbe vacillare se l’assalto provocherà  la temuta catastrofe umanitaria.

La guerra civile in Yemen è iniziata il 19 marzo 2015. Nel conflitto si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità  del potere. Da un lato, gli Houthi, un gruppo sciita, dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità  internazionale. La situazione del Paese è resa ancora più complessa dall’intervento delle forze straniere. La coalizione araba, guidata dall’Arabia Saudita, che comprende Emirati Arabi Uniti, Egitto, Kuwait, Sudan e Bahrein, è intervenuta nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, a sostegno del presidente Hadi. Da parte sua, l’Iran sostiene gli Houthi, inviando segretamente armi al gruppo. La Repubblica Islamica ha negato con fermezza le accuse, provenienti dagli Stati Uniti e dell’Arabia Saudita. In questo contesto è intervenuta anche la Russia, sostenendo che lo scambio di armi tra Yemen e Iran potrebbe essersi verificato precedentemente rispetto all’imposizione dell’embargo sulle armi in Iran, avvenuto a seguito di una serie di risoluzioni Onu, adottate a partire dal 2006.

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Alice Bellante

di Redazione

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