Macedonia: firmato ufficialmente accordo con Grecia per cambiare il nome del Paese

Pubblicato il 18 giugno 2018 alle 6:02 in Grecia Macedonia

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Domenica 17 giugno, la Grecia e la Macedonia hanno firmato l’accordo che cambia ufficialmente il nome della ex repubblica jugoslava, che verrà chiamata “Repubblica della Macedonia del Nord”.

Il ministro degli Esteri greco, Nikis Kotzias, e la sua controparte macedone, Nikola Dimitrov, hanno firmato lo storico patto nel piccolo villaggio di Psarades. Il primo ministro della Grecia, Alexander Tsipras, e il premier della Macedonia, Zoran Zaev, hanno partecipato all’incontro, insieme ad alcuni funzionari delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea.

L’accordo è stato firmato il giorno dopo la mozione di sfiducia contro il governo Tsipras, alla quale però è sopravvissuto, con 153 voti a favore dell’amministrazione dell’attuale premier. Il patto fra Atene e Skopje dovrà essere ratificato dai rispettivi Parlamenti e confermato da un referendum in Macedonia entro la fine dell’anno. Dopo tali procedure, la nuova Repubblica della Macedonia del Nord potrà cominciare il processo per l’entrata nell’Unione Europea e nella NATO. Oltre al cambio del nome, la Grecia si impegna a riconoscere l’esistenza della lingua e della cittadinanza macedone.

Giovedì 14 giugno, Tsipras e la sua controparte macedone, Zaev, avevano reso noto di aver raggiunto un accordo sulla modifica del nome della Macedonia in Repubblica della Macedonia del Nord. La disputa sulla nomenclatura era iniziata quando il Paese si era dichiarato indipendente dalla Jugoslavia – con il nome di Repubblica di Macedonia – in seguito al referendum avvenuto nel settembre 1991. La Grecia, la quale usa il nome di Macedonia già per designare una sua regione interna, aveva chiesto al Paese di cambiare appellativo, in modo da evitare qualsiasi richiamo e rivendicazione di territorio rispetto all’antica Macedonia. La disputa ha frenato le aspirazioni macedoni di adesione alla NATO e all’UE. Tuttavia, nel corso del 2017, i due Paesi avevano deciso di rinnovare i propri sforzi nella ricerca di una soluzione condivisa al problema.

Sia Tsipras che Zaev sono stati accusati nei loro rispettivi Paesi di origine di “capitolazione nazionale”. Il problema ha provocato proteste di massa sia a Skopje che ad Atene, nei mesi scorsi, poiché molti greci vedono la questione del nome come un tentativo, da parte della Macedonia, di appropriarsi illecitamente dell’eredità culturale e della tradizione greca. Da parte sua, il presidente macedone, Gjorge Ivanov, aveva dichiarato che non avrebbe firmato l’accordo concluso da Zaev e Tsipras, da lui definito “nocivo e unico nella storia dell’umanità, che viola la Costituzione e le leggi, indegno e raggiunto senza trasparenza”. Il governo macedone, tuttavia, ha risposto che Ivanov non guarda alle prospettive che possono essere aperte da questo accordo, e che comunque toccherà al popolo macedone decidere.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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