Italia, Germania e Francia divise su immigrazione

Pubblicato il 18 giugno 2018 alle 15:25 in Europa Immigrazione

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Il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, è atteso a Berlino, per un incontro con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, che si svolgerà nella giornata di lunedì 18 giugno. L’incontro verterà sulla questione migratoria, al centro del dibattito e dell’attenzione mediatica europea, specialmente negli ultimi giorni, a causa della vicenda della nave Aquarius. Secondo l’emittente pubblica tedesca, Deutsche Welle, il premier italiano farà due richieste alla cancelliera tedesca. La prima riguarda la riforma del regolamento di Dublino, che, attualmente, attribuisce la responsabilità dei richiedenti asilo ai Paesi di primo approdo. La seconda concerne l’apertura di centri di asilo al di fuori dell’Unione Europea. Entrambe le proposte sono state discusse nel corso del meeting del 15 giugno tra Conte e il presidente francese, Emmanuel Macron, che si recherà in Germania, martedì 19 giugno, per un incontro con Angela Merkel, a Berlino, in vista del vertice sull’eurozona del 28-29 giugno. La Francia spera di ottenere la convergenza della Germania sull’aumento dei finanziamenti a Frontex, l’armonizzazione delle regole in materia di asilo e la creazione di centri di asilo in Africa.

La Merkel, che concorda con Macron sulla necessità di una risposta a livello europeo, che risulti accettabile per tutti gli Stati membri, si trova ad affrontare un dissenso interno. Il ministro degli Interni tedesco, Horst Seehofer, leader dell’Unione Cristiano-Sociale in Baviera (CSU), nell’ambito del cosiddetto “master plan sull’immigrazione”, ha richiesto di respingere i migranti senza documenti ai confini tedeschi, di allontanare coloro che sono stati registrati o hanno richiesto asilo in altri Paesi e di accelerare le espulsioni dei richiedenti asilo respinti. Seehofer sarebbe disposto a concederle due settimane di tempo, per permetterle di trovare una soluzione europea sui respingimenti dei migranti al confine e rimandando l’entrata in vigore della misura a dopo il vertice europeo di fine giugno. La questione migratoria divide anche l’Italia. Mentre Salvini rivendica di aver fatto guadagnare al Paese un ruolo centrale che negli ultimi anni non ha mai avuto, Matteo Renzi lo accusa di fare il “bullo” con i migranti. “La verità è che abbiamo finito di fare gli zerbini”, ha dichiarato Salvini.

“Ringrazio il governo spagnolo ma mi auguro che ne accolga altri 66.000. E spero arrivino anche i portoghesi, i maltesi e gli altri…”, ha detto il leader della Lega, riferendosi alla vicenda della nave Aquarius, arrivata nel porto spagnolo di Valencia, domenica 17 giugno, dopo il rifiuto di Roma e La Valletta, con a bordo 106 dei 629 migranti che erano stati soccorsi sabato scorso al largo della Libia.  Secondo quanto riferito dal vice primo ministro spagnolo, il 16 giugno, alcuni dei migranti salvati dall’Acquarius saranno autorizzati a stabilirsi in Francia, che ha fatto l’offerta tramite il suo ambasciatore in Spagna.

Commentando la vicenda, Medici Senza Frontiera ha affermato che Aquarius continuerà a condurre operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo “finché i governi europei non adempieranno alle proprie responsabilità”, mentre, dall’UNHCR, l’Alto Commissario, Filippo Grandi, ha dichiarato che l’incidente non sarebbe mai dovuto accadere.

Secondo le stime del ministero dell’Interno, dall’1 gennaio al 18 giugno 2018, gli sbarchi in Italia sono stati 15.610, il 77,14% in meno rispetto allo stesso periodo del 2017. Tuttavia, da Confindustria Assafrica & Mediterraneo, l’associazione imprenditoriale italiana che riunisce, rappresenta e supporta le imprese italiane operanti o interessate a svilupparsi nei Paesi del Mediterraneo, Africa e Medio Oriente, il direttore generale, Pier Luigi D’Agata, parlando ad AnsaMed, mette in guardia: “Contrastare questa tendenza storica è impossibile, vanno gestiti gli approcci di breve termine, ma senza una prospettiva di medio-lungo periodo, per l’Europa non c’è scampo”. La prospettiva di medio-lungo periodo consiste, secondo il direttore D’Agata, nel creare industrializzazione e posti di lavoro in Africa per ridurre l’emigrazione dei giovani verso l’Europa, ricordando che, nel contesto del declino demografico europeo, il fenomeno migratorio può anche rappresentare un’opportunità.

Salvini, intanto, ha annunciato che l’Italia chiederà alle sue navi e alla Guarda Costiera di stare più vicini alle coste italiane. “Nel Mediterraneo ci sono tanti Paesi che possono intervenire, il Nord Africa, Francia, Spagna, Portogallo: non possiamo permetterci di portare mezza Africa sul territorio italiano”, ha concluso il ministro dell’Interno.

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di Redazione

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