Israele: 9 obiettivi colpiti a Gaza

Pubblicato il 18 giugno 2018 alle 11:59 in Israele Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Alcuni jet israeliani hanno colpito 9 obiettivi del gruppo di Hamas, nella zona settentrionale della Striscia di Gaza, la notte tra il 17 e il 18 giugno. L’attacco è stato lanciato in risposta ai danni causati dagli aquiloni e dai palloncini incendiari lanciati dai manifestanti palestinesi. Tali azioni sono state definite da un portavoce delle Forze di Difesa Israeliane, come “atti terroristici che mettono in pericolo i residenti israeliani che vivono nel sud, oltre a danneggiare il territorio”. Inoltre, secondo quanto riporta al Arabiya English, alcune sirene sono state attivate in seguito al lancio di 3 missili da Gaza verso il territorio israeliano. A seguito di tali accaduti, non è stata riportata alcuna vittima.

Nel corso del mese di giugno, i palestinesi hanno lanciato aquiloni o palloncini incendiari equipaggiati con ordigni esplosivi per appiccare il fuoco e danneggiare il territorio israeliano. In risposta, l’esercito israeliano ha sparato diversi colpi di avvertimento e ha distrutto i possedimenti dei cosiddetti “lanciatori di kite”. Sempre al fine di contrastare le offensive palestinesi, Israele ha istruito alcuni civili appassionati di droni a pilotare i dispositivi per distruggere gli aquiloni. Tale sistema, tuttavia, non rappresenta un mezzo di contrasto pienamente efficace. Secondo il ministro della difesa israeliano, Avigdor Lieberman, dall’inizio delle proteste i kite intercettati con successo sono circa 400 su 600. I danni causati, invece, ammontano a 5 milioni di NIS, 1.4 milioni di dollari, secondo l’Autorità  Fiscale israeliana. Alla luce di ciò, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha proposto di sottrarre una parte delle entrate fiscali dell’Autorità  Palestinese per ripagare i danni.

Durante i due mesi di proteste, iniziate il 30 marzo, oltre 130 palestinesi sono stati uccisi e migliaia sono stati feriti dal fuoco militare israeliano. Secondo quanto riporta Times of Israel, Hamas avrebbe riconosciuto dozzine di vittime come membri di gruppi terroristici. Israele sostiene che le truppe di Tel Aviv difendono semplicemente il confine, accusando Hamas di pianificare attacchi, sotto la facciata delle proteste. Le ribellioni al confine hanno raggiunto il picco il 15 maggio, quando 40.000 abitanti di Gaza hanno protestato lungo la recinzione, scontrandosi con le truppe israeliane. Tali scontri si sono verificati il giorno seguente all’apertura dell’ambasciata statunitense a Gerusalemme.

L’Assemblea Generale (GA) delle Nazioni Unite, il 13 giugno, ha adottato una Risoluzione per condannare l’uccisione di oltre 100 palestinesi a Gaza da parte di Israele. La Risoluzione è stata presentata dall’Algeria e dalla Turchia, a nome dei Paesi arabi musulmani, ed ha ottenuto dai 193 Paesi: 120 voti in favore, 8 contrari e 45 astenuti. Gli Stati Uniti hanno presentato un emendamento volto a condannare Hamas per “incitamento alla violenza” lungo il confine di Gaza, tuttavia tale provvedimento non ha ottenuto la maggioranza di 2/3 necessaria per l’adozione.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Alice Bellante

di abellante

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.