Afghanistan: governo spera nell’apertura di trattative di pace con i talebani

Pubblicato il 18 giugno 2018 alle 17:51 in Afghanistan Asia

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A seguito della buona riuscita del cessate-il-fuoco di tre giorni stabilito con i talebani in occasione della festività islamica di Īd al-fiṭr, il governo di Kabul ha espresso ottimismo in merito alla possibilità di aprire un tavolo di trattative per la pace nel Paese.

Lunedì 18 giugno, il ministro della Difesa, Generale Tariq Shah Bahrami, ha riferito che al termine delle celebrazioni della festività molti talebani sono rimasti nelle città e potrebbero essere disposti ad aprire un canale di dialogo con le istituzioni. Numerosi politici afghani, inoltre, ritengono che l’iniziativa del cessate-il-fuoco possa portare alla ripresa delle trattative tra il governo e la fazione talebana.

“La pace e la riconciliazione sono argomenti sui quali tutta la popolazione afghana concorda all’unanimità. La pace è diventata una richiesta nazionale e i partiti devono lavorare affinchè il desiderio del popolo possa essere appagato”, ha dichiarato Abdul Hafiz Mansour, membro del partito Jamiat-al-Islami.

I primi tentativi di risoluzione pacifica del conflitto civile che insanguina il Paese dal 2003 erano stati realizzati dal presidente Ashraf Ghani il 28 febbraio, quando si era detto disposto al dialogo con i talebani senza alcuna precondizione, per porre fine al conflitto nel Paese asiatico.

In occasione dell’inizio del secondo meeting del Kabul Process for Peace and Security Cooperation, il presidente Ghani aveva proposto l’istituzione di un cessate il fuoco, il rilascio dei prigionieri talebani, insieme all’organizzazione di nuove elezioni che includano i militanti, e che prevedano ad una revisione costituzionale. “Stiamo facendo questa offerta senza alcuna condizione, così da raggiungere più facilmente un accordo di pace”, aveva spiegato Ghani agli ufficiali dei 25 Paesi partecipanti alla conferenza del Kabul Process. Il presidente aveva poi esortato i talebani ad accettare l’offerta per salvare l’Afghanistan, affermando che “la pace è nelle loro mani”.

Il gruppo afghano dei talebani è nato nel 1994 sotto la guida di Mohammed Omar, l’attuale comandante e leader spirituale. In seguito alla guerra civile che ha afflitto il Paese, dal 30 aprile 1992 al 27 settembre 1996, i talebani hanno stabilito il cosiddetto Emirato Islamico, grazie al quale hanno ritenuto il controllo di circa il 90% del territorio. Le rimanenti aree a nord-est del Paese erano sotto il controllo dell’Alleanza del Nord, poi riconosciuta come il governo afghano. Dopo l’invasione statunitense del 2001 e l’intervento NATO del 2003, il gruppo estremista è stato estromesso dal potere ed ha poi iniziato a lanciare offensive al fine di destabilizzare il Paese e imporre la propria interpretazione della legge islamica.

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Alice Barberis

di Redazione

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