Yemen: raid aerei su Hodeida, continua battaglia per liberare l’aeroporto dagli Houthi

Pubblicato il 17 giugno 2018 alle 19:40 in Medio Oriente Yemen

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La coalizione araba a guida saudita ha condotto 5 raid aerei sull’aeroporto della città di Hodeida, in Yemen, domenica 17 giugno, in supporto alle forze armate che stanno cercando di prendere il controllo dell’area, sottraendola ai combattenti dei ribelli Houthi.

Secondo Al Arabiya in lingua inglese, l’inviato delle Nazioni Unite per lo Yemen, Martin Griffiths, giunto nel Paese il 16 giugno, avrebbe proposto agli Houthi di cedere il controllo della città di Hodeida a un comitato supervisionato dall’Onu, per evitare ulteriori lotte con le truppe del governo, che stanno avanzando. I comandanti delle milizie dei ribelli sono in disaccordo, incapaci di decidere se cogliere l’occasione e accettare l’offerta, perdendo il controllo della città, oppure continuare a lottare.

I comandanti Houthi che non vogliono arrendersi e consegnare Hodeida sono consapevoli del fatto che le loro risorse militari non sono in grado di sconfiggere le forze del governo, ma fanno affidamento sul fatto che forze esterne verranno in loro aiuto. Inoltre, i comandamenti si affidano anche al fatto che stanno facendo pressioni sulla comunità internazionale continuando a bloccare gli aiuti umanitari, che dalla città di Hodeida dovrebbero fluire in tutto lo Yemen. Secondo una fonte anonima citata dal giornale, gli Houthi sanno che, se si arrenderanno, non avranno molti vantaggi durante i negoziati.

Da parte sua, Griffiths sta insistendo per incontrare il leader dei ribelli, Abdulmalik al-Houthi, per discutere tutte le possibili opzioni per evitare ulteriori battaglie. L’ambasciatore ritiene che la soluzione sia nelle mani degli Houthi e degli iraniani, che li sostengono.

I militari della coalizione araba a guida saudita avevano circondato l’aeroporto il 16 giugno, dopo aver lanciato l’operazione di liberazione all’alba di mercoledì 13 giugno. Il giorno prima, gli Emirati Arabi Uniti avevano chiesto ai ribelli Houthi di evacuare la città portuale entro 48 ore, oppure di prepararsi ad affrontare un’imminente offensiva su Hodeida. Le Nazioni Unite avevano comunicato più volte la loro preoccupazione in merito, allarmato dal fatto che tale assedio potrebbe paralizzare gli scambi di beni commerciali e l’arrivo di aiuti umanitari per i 22,2 milioni di yemeniti bisognosi di assistenza. Hodeida, infatti, è un punto cruciale per le consegne di aiuti nel Paese.

La coalizione araba combatte contro gli Houthi da 3 anni. I ribelli controllano la capitale, Sana’a, il porto della città di Hodeida e la maggior parte delle aree popolate dello Yemen. L’assalto all’aeroporto è il primo tentativo delle truppe della coalizione di prendere il controllo di una città così grande e ben difesa. Una loro vittoria potrebbe mettere gli Houthi in una posizione molto debole, mentre una sconfitta potrebbe mettere in pericolo l’arrivo di aiuti nel Paese e costringere il movimento dei ribelli a negoziare. I Paesi occidentali hanno a lungo sostenuto tacitamente a livello diplomatico gli Stati arabi e hanno venduto loro miliardi di dollari di armi all’anno, tuttavia, secondo Reuters, tale supporto potrebbe vacillare se l’assalto provocherà la temuta catastrofe umanitaria.

La guerra civile in Yemen è iniziata il 19 marzo 2015. Nel conflitto si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere. Da un lato, gli Houthi, un gruppo sciita, dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. La situazione del Paese è resa ancora più complessa dall’intervento delle forze straniere. La coalizione araba, guidata dall’Arabia Saudita, che comprende Emirati Arabi Uniti, Egitto, Kuwait, Sudan e Bahrein, è intervenuta nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, a sostegno del presidente Hadi. Da parte sua, l’Iran sostiene gli Houthi, inviando segretamente armi al gruppo. La Repubblica Islamica ha negato con fermezza le accuse, provenienti dagli Stati Uniti e dell’Arabia Saudita. In questo contesto è intervenuta anche la Russia, sostenendo che lo scambio di armi tra Yemen e Iran potrebbe essersi verificato precedentemente rispetto all’imposizione dell’embargo sulle armi in Iran, avvenuto a seguito di una serie di risoluzioni Onu, adottate a partire dal 2006.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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