Lula: mia incarcerazione ingiustizia contro il popolo brasiliano

Pubblicato il 17 giugno 2018 alle 6:00 in Brasile

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L’ex presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha dichiarato che la sua incarcerazione costituisce una vera e propria “ingiustizia contro il popolo brasiliano”. A riportare la notizia l’agenzia di stampa cubana Granma.

In un’intervista rilasciata al quotidiano dell’Isola , Lula ha sottolineato che si tratta di un processo puramente politico.

“Con il mio arresto hanno mancato di rispetto alla Costituzione del nostro Paese. Ciò che è sempre più evidente per la società brasiliana e per il mondo intero è che vogliono farmi fuori dalle elezioni del 2018″, ha dichiarato il favorito nei sondaggi.

L’ex presidente ha poi aggiunto che il colpo di stato del 2016 contro la presidente Dilma Rousseff è l’ennesima dimostrazione che chi lo attacca non vuole che il popolo voti per chi vuole votare.

A proposito del periodo trascorso in prigione, Lula ha affermato di usarlo per leggere e riflettere. “È un momento di grande riflessione sul Brasile e soprattutto su quello che è successo negli ultimi tempi. Sono in pace con la mia coscienza e dubito che tutti quelli che mentono contro di me dormano con la stessa tranquillità con cui dormo io”.

“Certo che mi piacerebbe riavere la mia libertà e fare ciò che ho fatto per tutta la vita: dialogare con la gente. Ma sono consapevole che l’ingiustizia che viene commessa contro di me è anche un’ingiustizia nei confronti del popolo brasiliano”.

Stando a quanto dichiarato dall’ex presidente, l’America Latina ha vissuto negli ultimi decenni il suo più forte momento di democrazia e conquiste sociali, ma recentemente le élite della regione stanno cercando di imporre un modello in cui il gioco democratico è valido solo quando vincono.

“Il nostro Paese vanta decenni di progresso democratico, di partecipazione politica e progressi sociali, grazie soprattutto ai governi del Partito dei Lavoratori (PT), che ha vinto quattro elezioni di fila”, ha aggiunto.

Secondo Lula, dunque, non si tratterebbe di un colpo solo contro il PT. “Non mi hanno arrestato solo per fare del male a Lula. Lo hanno fatto contro un modello di sviluppo nazionale e inclusione sociale. Il colpo di stato è stato fatto per eliminare i diritti dei lavoratori e dei pensionati conquistati negli ultimi 60 anni con grandi sforzi”.

Il presidente del Partido dos Trabalhadores ha poi ringraziato tutta la solidarietà ricevuta dal suo paese e da altre nazioni, in particolare Cuba, estendendo un ringraziamento speciale per i messaggi di appoggio inviati dal primo segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba, Raúl Castro, e dal neoeletto presidente Miguel Díaz- Canel.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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