Yemen: coalizione araba entra in aeroporto di Hodeida controllato dagli Houthi

Pubblicato il 16 giugno 2018 alle 10:58 in Medio Oriente Yemen

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Le forze della coalizione araba a guida saudita sono entrate nell’aeroporto di Hodeida, in Yemen, sabato 16 giugno, dopo averne sequestrato le due entrate il giorno prima, in una offensiva contro i ribelli Houthi che, secondo le Nazioni Unite, potrebbe scatenare una carestia, mettendo in pericolo milioni di vite.

Alcuni media hanno diffuso la notizia che l’aeroporto è stato liberato dal controllo degli Houthi, tuttavia, secondo quanto riportato da una fonte militare yemenita e da alcuni residenti, l’esercito ha solamente circondato l’aeroporto, che non è ancora stato liberato. Al momento sono in corso le operazioni di messa in sicurezza del luogo, con le truppe che si stanno assicurando che nell’area non ci siano uomini armati, mine o esplosivi. Alcuni team tecnici stanno sminando l’area circostante.

Le fonti dell’esercito degli Houthi non hanno ancora confermato la perdita del controllo sull’aeroporto. Gli scontri avvenuti durante le operazioni che hanno permesso alle truppe della coalizione araba di entrare nell’area hanno causato 39 morti, 30 dei quali appartenenti alle fila dei ribelli.

L’operazione di liberazione dell’aeroporto era stata lanciata all’alba di mercoledì 13 giugno. Il giorno prima, gli Emirati Arabi Uniti avevano chiesto ai ribelli Houthi di evacuare la città portuale entro 48 ore, oppure di prepararsi ad affrontare un’imminente offensiva su Hodeida. Le Nazioni Unite avevano comunicato più volte la loro preoccupazione in merito, allarmato dal fatto che tale assedio potrebbe paralizzare gli scambi di beni commerciali e l’arrivo di aiuti umanitari per i 22,2 milioni di yemeniti bisognosi di assistenza. Hodeida, infatti, è un punto cruciale per le consegne di aiuti nel Paese.

La coalizione araba combatte contro gli Houthi da 3 anni. I ribelli controllano la capitale, Sana’a, il porto della città di Hodeidah e la maggior parte delle aree popolate dello Yemen. L’assalto all’aeroporto è il primo tentativo delle truppe della coalizione di prendere il controllo di una città così grande e ben difesa. Una loro vittoria potrebbe mettere gli Houthi in una posizione molto debole, mentre una sconfitta potrebbe mettere in pericolo l’arrivo di aiuti nel Paese e costringere il movimento dei ribelli a negoziare. I Paesi occidentali hanno a lungo sostenuto tacitamente a livello diplomatico gli Stati arabi e hanno venduto loro miliardi di dollari di armi all’anno, tuttavia, secondo Reuters, tale supporto potrebbe vacillare se l’assalto provocherà la temuta catastrofe umanitaria.

La guerra civile in Yemen è iniziata il 19 marzo 2015. Nel conflitto si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere. Da un lato, gli Houthi, un gruppo sciita, dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. La situazione del Paese è resa ancora più complessa dall’intervento delle forze straniere. La coalizione araba, guidata dall’Arabia Saudita, che comprende Emirati Arabi Uniti, Egitto, Kuwait, Sudan e Bahrein, è intervenuta nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, a sostegno del presidente Hadi. Da parte sua, l’Iran sostiene gli Houthi, inviando segretamente armi al gruppo. La Repubblica Islamica ha negato con fermezza le accuse, provenienti dagli Stati Uniti e dell’Arabia Saudita. In questo contesto è intervenuta anche la Russia, sostenendo che lo scambio di armi tra Yemen e Iran potrebbe essersi verificato precedentemente rispetto all’imposizione dell’embargo sulle armi in Iran, avvenuto a seguito di una serie di risoluzioni Onu, adottate a partire dal 2006.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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