Papua Nuova Guinea: dichiarato stato d’emergenza

Pubblicato il 16 giugno 2018 alle 11:52 in Asia Australia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Papua Nuova Guinea ha dichiarato lo stato d’emergenza nel Paese, sospendendo un governo provinciale e inviando truppe armate nelle zone collinari per ripristinare l’ordine in seguito a violente insurrezioni, razzie e incendi dolosi.

La Papua Nuova Guinea, nella giornata di venerdì 15 giugno, ha ufficialmente dichiarato lo stato di emergenza, il quale avrà durata di nove mesi, nella provincia di Mendi, e ha sospeso temporaneamente il governo del distretto per l’intera durata del provvedimento. A renderlo noto sul suo portale online è stato il primo ministro del Paese, Peter O’Neill, il quale ha affermato: “Le azioni di alcuni individui pericolosi, che stanno danneggiando proprietà private a Mendi, ha disgustato la nazione”. O’Neill ha altresì spiegato che la polizia condurrà indagini e interrogherà ogni agitatore, e ogni persona coinvolta nella recente situazione di instabilità. Thomas Eluh, un ex membro delle forze dell’ordine del Paese e attualmente amministratore della provincia di Mendi, è stato investito di poteri straordinari e costituzionali in via eccezionale per far fronte alle minacce nazionali. Infine il premier ha aggiunto che la polizia, ivi inclusa una squadra mobile, è stata immediatamente dispiegata e incaricata di recarsi nella provincia in questione, insieme a investigatori e criminologi.

Sabato 16 giugno è previsto che oltre 200 unità delle Forze di Difesa della Papua Nuova Guinea si rechino via aria presso la città di Mount Hagen, da dove partiranno nuovamente alla volta di Mendi. A divulgarlo è stato uno dei principali media locali, Loop PNG.

Durante le rivolte e le razzie che si sono susseguite a Mendi, alcuni criminali hanno saccheggiato un magazzino contenente scorte volte a fronteggiare eventualità di terremoto e fornire primo soccorso ai terremotati, secondo quanto riferito da Barclay Tenza, portavoce provinciale che ha assistito alle violenze. “Hanno preso tutte le scorte alimentari”, ha spiegato Tenza all’agenzia di stampa Reuters per telefono, parlando da Port Moresby, capitale del Paese.

Più volte le violenze hanno scosso le aree remote e interne della Papua Nuova Guinea. La nazione, situata sud-ovest del Pacifico, è sovente agitata da scontri e dispute che vedono come protagonisti alcuni gruppi tribali, i quali si contendono il potere politico su territori parzialmente sovrapposti. Nel corso della prima metà del mese di giugno, gruppi armati hanno reagito con violenza al fallimento di un ricorso in tribunale mosso contro le elezioni di un governo regionale; tali elementi hanno appiccato fuoco a un aeroplano, compiuto incursioni e razzie e, infine, incendiato vari edifici a Mendi, capoluogo della provincia degli Altopiani del Sud.

Numerose sono le comunità locali che stanno ancora beneficiando degli aiuti umanitari internazionali, i quali hanno iniziato a essere inviati in seguito a un terremoto di magnitudo 7,5. La scossa, avvertita dalla popolazione il 26 febbraio 2018, e il cui epicentro è stato localizzato a 10 chilometri a ovest della città di Komo, nella provincia di Hela. ha ucciso oltre 100 persone, mettendo in ginocchio le finanze statali e le risorse di uno dei Paesi più conosciuti in quanto a turismo esotico, ma più indigenti in termini economici. La Papua Nuova Guinea è la località più povera dell’Oceania, e una delle nazioni più povere su scala globale.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.