NATO: esercitazione Trident Juncture 18 al via a ottobre

Pubblicato il 16 giugno 2018 alle 6:02 in NATO

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Trident Juncture 18, la più grande esercitazione militare che la NATO abbia compiuto negli ultimi anni, si svolgerà in Norvegia, tra ottobre e novembre 2018, e coinvolgerà tutti gli alleati, nonché i partner Finlandia e Svezia. Tale esercitazione sarà sotto il comando del Comandante del Joint Force Command di Napoli, l’ammiraglio James G. Foggo che, nel corso di una conferenza stampa, tenuta a Bruxelles, l’11 giugno, ha fornito un’anteprima delle attività di addestramento, insieme al viceammiraglio Ketil Olsen, rappresentante militare della Norvegia, presso il Comitato militare della NATO. Trident Juncture 18 sarà inquadrata nello scenario della difesa collettiva, previsto dall’Articolo 5 del Trattato Nord Atlantico, il principio cardine dell’alleanza, che impegna tutti i suoi membri alla protezione reciproca.

A Trident Juncture 18 prenderanno parte circa 40.000 ufficiali da più di 30 Paesi. “La vastità dell’esercitazione conferisce alla Norvegia, in quanto Stato ospitante, un’eccellente opportunità per addestrare realisticamente l’accoglienza e il sostegno di sostanziali rinforzi alleati. E la NATO metterà alla prova i suoi piani per il rafforzamento della Norvegia. In breve, questo rafforza la nostra capacità comune di gestire una crisi, se mai dovesse servire”, ha spiegato il viceammiraglio Olsen.

La Norvegia ha adempiuto ai suoi obblighi di Stato ospitante, informando l’OSCE dell’esercitazione. Tutti i membri dell’OSCE avranno, pertanto, la possibilità di inviare osservatori. La NATO, inoltre, ha informato la Russia dell’esercitazione nel corso dell’ultima riunione del Consiglio NATO-Russia. “La NATO è un’alleanza difensiva. Non stiamo cercando una lotta, ma siamo impegnati nella difesa e nella deterrenza. L’obiettivo dell’esercitazione è questo: addestrarsi a difendere e sviluppare un effetto deterrente, la capacità di rispondere a qualsiasi minaccia da qualsiasi direzione in qualsiasi momento”, ha sottolineato l’ammiraglio Foggo.

Il principio della difesa collettiva, sancito dall’Articolo 5 del Trattato di Washington, firmato nel 1949, in funzione antisovietica, stabilisce che un attacco contro un qualsiasi membro dell’alleanza è considerato un attacco contro tutti gli alleati, che intraprenderanno le azioni che riterranno necessarie per assistere l’alleato attaccato, nell’esercizio del diritto di autodifesa individuale o collettiva, riconosciuto dall’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. In seguito agli attacchi terroristici dell’11 settembre, la NATO ha invocato l’articolo 5 per la prima volta nella sua storia e ha poi adottato misure di difesa collettiva in diverse occasioni, ad esempio, nel 1991, durante la guerra del Golfo, nel 2003, durante la crisi in Iraq, nel 2012, in risposta alla situazione in Siria, e dal 2014, in risposta alla questione ucraina.

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di Redazione

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