Italia: Salvini chiude i porti ad altre due navi umanitarie, per Ong “è fascista”

Pubblicato il 16 giugno 2018 alle 15:16 in Immigrazione Italia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, dopo aver appurato che altre due imbarcazioni umanitarie stanno effettuando operazioni a largo della Libia, ha avvertito che “dovranno cercarsi altri porti, non italiani, dove dirigersi”. L’Ong in questione ha risposto tacciandolo di fascismo, avviando un acceso botta-e-risposta sui social.

Nella mattina di sabato 16 giugno, il ministro dell’Interno e vicepremier italiano, Matteo Salvini, ha pubblicato sul suo profilo Facebook ufficiale il seguente post: “Buona giornata Amici. Mentre la nave della Ong Aquarius naviga verso la Spagna (arrivo previsto domani mattina) altre due navi di Ong con bandiera dell’Olanda (Lifeline e Seefuchs) sono arrivate al largo delle coste della Libia, in attesa del loro carico di esseri umani abbandonati dagli scafisti. Sappiano questi signori che l’Italia non vuole più essere complice del business dell’immigrazione clandestina, e quindi dovranno cercarsi altri porti (non italiani) dove dirigersi. Da ministro e da papà, possono attaccarmi e minacciarmi quanto vogliono, ma io non mollo e lo faccio per il bene di tutti”. Il commento online è stato accompagnato dall’hashtag, già utilizzato in occasione del caso Aquarius, #chiudiamoiporti.

L’annuncio Facebook di Salvini sulla chiusura dei porti italiani è stato poi ricondiviso su Twitter dalla Ong tedesca Mission Lifeline, a cui appartiene una delle due navi citate dal vicepremier italiano. Nel Retweet, il post è stato accompagnato dalla frase, scritta in tedesco, “Quando i fascisti ci fanno pubblicità”.

Salvini ha risposto immediatamente all’organizzazione tedesca, indirizzandole un attacco sul suo profilo Twitter, dove ha scritto: “La nave Ong Lifeline commenta: ‘Quando i fascisti ci fanno pubblicità…’. Roba da matti. A casa nostra comandiamo noi, la pacchia è STRA-FINITA, chiaro? Insulti e minacce non ci fermano. Se voi mi aiutate, io non mollo!”, utilizzando il medesimo hashtag, #chiudiamoiporti.

Mission Lifeline, in seguito al diverbio con il ministro dell’Interno italiano, ha eliminato il post relativo alla “pubblicità dei fascisti”, e ridimensionando i toni lo ha menzionato in un tweet successivo in cui si legge: “No, Matteo Salvini non è naturalmente un fascista. Ci è scivolato il mouse”. In seguito, l’organizzazione ha pubblicato un secondo messaggio in italiano in cui si legge: “Cari italiani! Apprezziamo l’attenzione e il supporto morale! Come ONG, dipendiamo dalle donazioni. Ecco la nostra connessione all’account. Grazie mille!”. Seguono le coordinate IBAN per poter contribuire all’operato del gruppo.

Salvini ha allora rincarato le critiche in un nuovo tweet, nel quale ha tuonato: “La pseudo associazione di volontariato tedesca, con nave battente bandiera olandese, batte cassa con un appello in italiano… Ci prendono per scemi, ma in Italia la musica è cambiata!”.

Mission Lifeline era recentemente intervenuta nel Mediterraneo Centrale in soccorso di un gommone con 118 persone, tra cui 14 donne, 4 bambini e 1 neonato. A tutti i migranti a bordo sono stati forniti giubbotti salvagente, ha sottolineato la Ong tedesca, che ha spiegato di aver aiutato il trasferimento dei rifugiati sulla nave cargo Viking Amber diretta al porto di Misurata. Alex Steier, in una dichiarazione inviata via mail all’agenzia di stampa tedesca Deutsche Presse-Agentur (DPA), ha fatto inoltre sapere: “Siamo preoccupati che queste persone venga riportate indietro in Libia dopo il loro salvataggio sulla Viking Amber”.

In questo contesto, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Vito Crimi, del Movimento 5Stelle, ha confermato una stretta del governo sull’operato delle organizzazioni non governative. A margine di un convegno a Catania di Area Dg su “Le nuove frontiere dell’immigrazione”, Crimi ha affermato: “Anche in queste ore ci sono delle navi italiane che hanno raccolto migranti e che arrivano nei porti. Il governo italiano sta facendo una stretta sull’utilizzo delle Ong, sul modo in cui stanno intervenendo, incrementando le aspettative ed alimentando il traffico di esseri umani. Questo è un meccanismo che ha fatto cambiare completamente la strategia ed è su quello che stiamo intervenendo”.

Quanto all’Aquarius, il convoglio, composto anche da due navi militari italiane – la Dattilo della Guardia Costiera e la Orione della Marina Militare – sta navigando in acque internazionali tra le isole di Minorca e Maiorca. La nave, a cui Salvini aveva negato l’approdo in Italia domenica 10 giugno, dovrebbe attraccare a Valencia domenica mattina presto, dove l’ingresso nel porto sarà scaglionato. A bordo dell’imbarcazione umanitaria vi sono ancora una parte dei 629 migranti soccorsi tra sabato 9 e domenica 10 giugno a largo della Libia. Oltre a loro vi è la presenza degli operatori SAR (Search and Rescue). Tra questi, Alessandro Porro ha dato notizie: “Il mare è finalmente calmo, e le persone a bordo si stanno risvegliando. Una nave militare spagnola ci dà idealmente il benvenuto in Spagna. In questi giorni abbiamo navigato accanto a Sicilia, Sardegna, Corsica e ora le Isole Baleari. E ogni volta le persone a bordo ci hanno chiesto sempre la stessa cosa: è questa la nostra terra?”.

David Noguera, presidente di Medici Senza Frontiere Spagna, ha commentato l’accaduto affermando: “Speriamo che la vicenda dell’Aquarius rappresenti realmente un punto di svolta per cambiare una volta per tutte la politica europea in tema di migrazioni”. Egli ha inoltre aggiunto che è inaccettabile che persone che scappano da guerra e fame vengano tenute per oltre una settimana in mezzo al mare in attesa di un porto sicuro, e ha infine chiesto che a tutti i 629 migranti sia concesso lo status di rifugiato.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.