Cina: incontro con il ministro degli Esteri del Brunei

Pubblicato il 16 giugno 2018 alle 6:10 in Brunei Cina

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Il ministro degli Affari Esteri cinese, Wang Yi, ha incontrato il ministro degli Esteri e del Commercio del Brunei, Dato Seri Paduka Haji Erywan bin Pehin Datu Pekerma Jaya Haji Mohd Yusof, per discutere dei rapporti bilaterali tra i due Paesi.

Durante l’incontro, il ministro Wang ha ricordato la stretta vicinanza della Cina al Brunei e il successo del quinto anno di partnership strategica tra i due Stati. I due ministri hanno concordato sulla necessità di intensificare gli scambi al vertice, approfondire l’integrazione di strategie di sviluppo e promuovere la cooperazione nell’ambito della realizzazione della Belt and Road Initiative.

L’iniziativa cinese ha l’obiettivo di migliorare i collegamenti e i rapporti commerciali tra l’Asia e l’Europa. La scelta di coinvolgere attivamente nel progetto anche lo Stato del Brunei dimostra l’importanza attribuita dalla Cina allo sviluppo armonioso del Sud-Est asiatico.

In occasione dell’approfondimento dei rapporti tra i due Stati, il sultano del Brunei, Hassanal Bolkiah, si era recato a Pechino nel settembre 2017 per discutere con il presidente Xi Jinping in merito sia alla partecipazione del Brunei all’interno della Belt and Road Initiative sia alla risoluzione delle dispute territoriali nel Mar Cinese Meridionale. 

Il governo di Pechino rivendica un’ampia porzione di territorio nel Mar Cinese Meridionale nota come “nine-dash line”. Nonostante la sentenza emessa nel luglio 2016 dalla Corte Permanente di Arbitrato dell’Aja, secondo la quale le rivendicazioni territoriali cinesi non presentano un fondamento legale, il governo cinese avrebbe cercato di rafforzare il suo potere nell’area creando e militarizzando le isole Spratly e Paracels.

Il governo del Brunei rivendica solo una aggiunta di 200 miglia nautiche ai propri confini di mare territoriale e non ha mai cercato di occupare o militarizzare lo spazio rivendicato. Al contrario, a partire dal 2016 ha avviato un processo di dialogo con Pechino per risolvere diplomaticamente le eventuali controversie.

Il sultano del Brunei, inoltre, aveva espresso la sua gratitudine nei confronti dei finanziamenti elargiti al settore energetico del Paese da parte della Bank of China. A seguito dell’abbassamento dei prezzi delle risorse energetiche, di cui il Brunei è ricco, invece, le altre banche internazionali, tra cui HSBC e Citibank, avevano deciso di cessare le proprie operazioni nel Paese.

La Cina rappresenta attualmente il primo investitore per il Brunei e, in virtù di questo speciale rapporto economico, i due Paesi hanno deciso di costruire il Brunei-Guangxi Economic Corridor con l’obiettivo di aumentare gli scambi commerciali. Il progetto è stato eleborato nel 2014 e, ad oggi, è ancora in fase di implementazione.

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Alice Barberis

di Redazione

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