ONU estende embargo sulle armi alla Libia

Pubblicato il 15 giugno 2018 alle 6:30 in Africa Libia

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Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato la Risoluzione 2420 che estende l’embargo sulle armi della Libia per un altro anno. In una dichiarazione rilasciata il 12 giugno, l’ONU ha affermato che, agendo in base al capitolo 7 della Carta, il Consiglio di Sicurezza ha deciso, con un nuovo atto, che le Risoluzioni 2292, del 2016, e 2357, del 2017, riguardanti la rigorosa applicazione dell’embargo sulle armi in alto mare al largo delle coste libiche, saranno estese per ulteriori 12 mesi. L’organizzazione ha anche specificato che la sua responsabilità primaria è la manutenzione della pace e della sicurezza internazionale, ai sensi della Carta delle Nazioni Unite, e ha ribadito che il terrorismo, in tutte le forme e manifestazioni, costituisce una delle più gravi minacce per la comunità internazionale. La decisione prevede che il Segretario generale riferisca al Consiglio di sicurezza di redigere un rapporto sull’attuazione della Risoluzione entro 11 mesi.

Il Consiglio di Presidenza/Governo di Accordo Nazionale di Tripoli, presieduto da Fayez al-Serraj, aveva lanciato un appello all’ONU, nel dicembre 2017, per chiedere di revocare l’embargo sulle armi. Sia le autorità libiche occidentali sia quelle orientali, che fanno capo al governo del generale Haftar, avevano richiesto la fine dell’embargo per poter creare un esercito e forze di polizia più efficienti volte a difendere il territorio dai reati, dai criminali e dal traffico di merci, a combattere il terrorismo e a proteggere i confini di mare e di terra del Paese.

I critici, d’altra parte, sostengono che la Libia sia ancora troppo instabile e politicamente disunita e che vendere armi a entrambe le parti inclinerebbe il delicato equilibrio tra i due governi e rischierebbe di provocare un aumento delle violenze. Si ritiene inoltre che prima dovrebbe essere fatto uno sforzo per raccogliere i milioni di armi disperse tra le milizie e i civili prima che la Libia importi qualsiasi nuovo materiale bellico. Anche la comunità internazionale è stata criticata per aver chiuso un occhio sulle armi che erano e continuano a essere consegnate da vari Stati ai loro alleati libici, nonostante l’applicazione dell’embargo sulle armi.

La Libia versa in uno stato di caos da quando la guerra, iniziata il 17 febbraio 2011, ha rovesciato il regime del colonnello Muammar Gheddafi, che governava la Libia dal 1969. In seguito alla sua uccisione, avvenuta il 20 ottobre 2011, il Paese vive una guerra civile che non si è ancora conclusa. Attualmente, si contendono il controllo due governi rivali. Il primo, sostenuto da Stati Uniti e Italia, si trova a Tripoli ed è stato creato dall’ONU con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015. Il secondo ha sede a Tobruk ed è protetto da Russia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti.

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Chiara Gentili

di Redazione

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