Mali: estremisti islamici rilasciano un video di ostaggi francese e colombiana

Pubblicato il 15 giugno 2018 alle 10:26 in Africa Mali

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Un affiliato di Al-Qaeda in Mali ha pubblicato un video di un’operatrice umanitaria francese e una monaca colombiana, rapite in attacchi separati nel 2016 e 2017, secondo il SITE Intelligence Group. Il video è stato pubblicato nella giornata di mercoledì 13 giugno da Jama’a Nusrat ul-Islam wa al-Muslimin (JNIM), che è stato collegato al rapimento di almeno sei ostaggi occidentali negli ultimi anni, ha dichiarato il SITE in una e-mail ai clienti, in cui includeva un link al video. Il filmato mostra Sophie Petronin, un’operatrice umanitaria francese che è stata rapita nel nordest del Mali, verso la fine del 2016. L’ostaggio è ospitata in una struttura simile a una tenda, insieme all’altro ostaggio, Gloria Cecilia Narvaez, rapita all’inizio del 2017 nel Mali meridionale, vicino al confine con il Burkina Faso.
Nel video, entrambe le donne si rivolgono direttamente alla telecamera, una dopo l’altra. Petronin afferma che le riprese si stanno svolgendo il 7 giugno 2018, si rivolge a suo figlio e gli dice che è “esausta”. Narvaez si rivolge a papa Francesco, chiedendogli di intervenire per Petronin, che lei definisce “veramente malata”. I civili francesi sono stati a lungo degli obiettivi di rapimento favoriti da parte di gruppi criminali e islamisti nella regione arida dell’Africa occidentale, in parte a causa della percezione che il governo francese è disposto a pagare un riscatto per garantirne la liberazione. Nel 2013, le truppe francesi hanno respinto gruppi legati a al Qaeda che avevano conquistato città e cittadine nel Mali settentrionale un anno prima. I militanti islamici hanno ripetutamente dichiarato da allora che i cittadini francesi nell’Africa occidentale sono obiettivi dei loro attacchi.

In Africa, in particolare nella regione del Sahel, i gruppi jihadisti costituiscono la principale minaccia per la sicurezza. Spesso, le loro azioni mirano a provocare tensioni locali tra i gruppi etnici per diffondere malcontento, come nel caso dei tuareg e dei fulani. Tra maggio e aprile 2012, gruppi jihadisti legati ad Al-Qaeda avevano assunto il controllo del Mali settentrionale, ma successivamente erano stati cacciati dall’area a seguito di un intervento militare, lanciato il 10 gennaio 2013 su iniziativa della Francia e conosciuto con il nome di “Opération Serval”. Dal 2015, gli attacchi si sono diffusi nel Mali centrale e meridionale nonché nei Paesi confinanti, in particolare Burkina Faso e Niger, fino a toccare la Costa d’Avorio.

Il Mali, posizionato nell’Africa occidentale, è teatro di continui scontri tra i gruppi armati. La sicurezza dello Stato è peggiorata da quando, nel 2013, le forze francesi locali hanno respinto i ribelli islamisti e, da allora, si verificano periodicamente attacchi. Inizialmente le azioni terroristiche erano concentrate nel deserto del nord ma, nel corso del tempo, si sono estese anche nel centro e nel sud del Paese.

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di Redazione

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