Macedonia e Grecia: opposizioni all’accordo sul cambio del nome

Pubblicato il 15 giugno 2018 alle 6:30 in Grecia Macedonia

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Il presidente macedone, Gjorge Ivanov, ha dichiarato che non firmerà l’accordo concluso dal primo ministro, Zoran Zaev, con la controparte greca, Alex Tsipras, in merito al cambio del nome in Repubblica della Macedonia del Nord. Per tali ragioni, Tsipras affronterà una mozione di sfiducia presentata dall’opposizione.  

Zaev e Tsipras, avevano reso noto di aver raggiunto un accordo sulla modifica del nome della Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia in Repubblica della Macedonia del Nord, risolvendo una disputa che si protraeva dal 1991, anno della dichiarazione di indipendenza di Skopje. Tuttavia, a fronte dell’approvazione favorevole da parte della comunità internazionale, di fare un ulteriore passo verso la stabilizzazione dei Balcani occidentali, tale intesa ha subito le critiche dei fronti interni. Il 13 giugno, si sono tenute manifestazioni di protesta a Skopje. Il leader del ”All-Macedonian National Council – Makedonijum”, Straso Omlucev, ha giustificato le proteste affermando che “solo i macedoni e nessun altro ha il diritto di decidere sulle questioni nazionali”. Lo stesso giorno, si è tenuto un incontro tra Zaev, il ministro degli esteri , Nikola Dimitrov, e Ivanov. Quest’ultimo però ha abbandonato il meeting dopo soli due minuti ed ha successivamente manifestato la sua opposizione all’accordo, che ha definito “nocivo e unico nella storia dell’umanità, che viola la Costituzione e le leggi, indegno e raggiunto senza trasparenza”. Il governo macedone ha risposto che Ivanov non guarda alle prospettive che possono essere aperte da questo accordo, e che comunque toccherà al popolo macedone decidere. Zaev ha dichiarato, il 13 giugno, che entro la fine dell’anno la questione verrà sottoposta a referendum.Reazioni negative sono state riscontrate anche dalla parte greca. Il leader Nuova Democrazia, Kyriakos Mitsotakis, ha presentato, il 14 giugno, una mozione di sfiducia al governo in relazione all’accordo raggiunto con la Macedonia, accusandolo di portare la Grecia veros un delcino politico. Secondo quanto riportato da Ibna, anche i conservatori stanno valutando la possibilità di presentare una mozione di censura. Tuttavia, tali tentativi potrebbero fallire in quanto il leader di ANEL, Panos Kammenos, ha chiaramente affermato che il suo partito non ritirerà il proprio sostegno al governo, nonostante non sia favorevole all’intesa raggiunta. Tsipras ha difeso il suo operato il 13 giugno parlando ad ERT, rete televisiva locale, dichiarando che una mozione di censura non passerebbe in Parlamento in quanto il partito dei Greci Indipendenti non sottrarrà il proprio sostegno al suo governo. “Io vedo un accordo vantaggioso per noi, e che non comporta alcuna nostra concessione”, ha dichiarato il primo ministro greco. 

Nel frattempo, il primo ministro bulgaro, Boiko Borissov, e il ministro degli Affari Esteri bulgara, Ekaterina Zaharieva, si sono rifiutati di incontrare il presidente greco, che si è recato in Bulgaria il 14 giugno per una visita di due giorni. “Il governo bulgaro non vede il senso di essere usato nel dibattito politico interno a Skopje. Una chiave per il futuro sviluppo del nostro vicino è l’integrazione nell’Unione Europea e questo non dovrebbe essere messo in discussione”, recita un comunicato del governo bulgaro. Tale presa di posizione risponde anche alle dichiarazioni rilasciate dal  portavoce per gli affari esteri del Partito Socialista bulgaro, forza dell’opposizione, Kristian Vigenin, il quale ha affermato che il governo di Sofia dovrebbe richiedere delle garanzie affinchè il cambiamento del nome non costituisca un prerequisito per una futura rivendicazione di territori ora appartenenti alla Bulgaria Il presidente bulgaro, Roumen Radev, ha accettato l’incontro con Ivanov ,criticandoBorissov poiché, a suo avviso, indipendentemente dalle posizioni, è necessario mantenere il dialogo.

Il cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, il mediatore delle Nazioni Unite, Matthew Nimetz, l’ambasciatore del Regno Unito in Macedonia, Charles Garrett hanno espresso sostegno nei confronti dell’accordo. Inoltre, il Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, e il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, hanno rilasciato un comunicato congiunto, in cui hanno auspicato che l’accordo rafforzi i legami tra la i Balcani occidentali e l’alleanza Euratlantica.

di Redazione

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