ONU: 120 Paesi condannano le uccisioni israeliane a Gaza

Pubblicato il 14 giugno 2018 alle 14:00 in Israele Palestina

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L’Assemblea Generale (GA) delle Nazioni Unite, il 13 giugno, ha adottato una Risoluzione per condannare l’uccisione di oltre 100 palestinesi a Gaza da parte di Israele. La Risoluzione è stata presentata dall’Algeria e dalla Turchia, a nome dei Paesi arabi musulmani, ed ha ottenuto dai 193 Paesi: 120 voti in favore, 8 contrari e 45 astenuti. Gli Stati Uniti hanno presentato un emendamento volto a condannare Hamas per “incitamento alla violenza” lungo il confine di Gaza, tuttavia tale provvedimento non ha ottenuto la maggioranza di 2/3 necessaria per l’adozione.

Sono almeno 129 i palestinesi uccisi da fuoco israeliano durante le proteste al confine con Gaza, iniziate il 30 marzo. Secondo quanto riporta The New Arab, invece, nessun israeliano è morto. La risoluzione deplora l’uso di “forza eccessiva, sproporzionata e indiscriminata” esercitata da Israele contro i civili palestinesi a Gaza e in Cisgiordania.

I Paesi arabi che appoggiano il provvedimento si sono rivolti all’Assemblea Generale dopo che gli Stati Uniti hanno posto il veto alla Risoluzione proposta all’interno del Consiglio di Sicurezza (SC), il 1 giugno. A differenza delle risoluzioni del SC, quelle dell’Assemblea Generale non sono vincolanti e nel processo di approvazione nessun Paese ha diritto di veto. La Risoluzione in questione incarica il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, di proporre un “meccanismo di protezione internazionale” per i palestinesi a Gaza e in Cisgiordania. Tale sistema potrebbe corrispondere sia all’istituzione di una missione di osservazione sia a ad un trasferimento di peacekeeping forces. Tuttavia, qualsivoglia provvedimento richiederebbe il sostegno del Consiglio di Sicurezza, dove gli Stati Uniti hanno potere di veto.

L’ambasciatore palestinese, Riyad Mansour, ha respinto gli emendamenti statunitensi che scaricavano la colpa su Hamas ed ha inoltre esortato gli altri ambasciatori a non lasciarsi “prendere in giro” dalla proposta statunitense. Mansour ha poi aggiunto: “Stiamo chiedendo una cosa semplice, vogliamo che la nostra popolazione civile sia protetta”. Da parte sua, invece, l’ambasciatore israeliano, Danny Danon, ha duramente criticato la Risoluzione definendola “un tentativo di privare il Paese dal diritto fondamentale all’autodifesa”. Danon ha inoltre intimato agli altri ambasciatori che sostenendo la Risoluzione, essi conferiscono potere ad Hamas.

L’Assemblea Generale ha tenuto una votazione altrettanto controversa sul conflitto arabo-israeliano il 21 dicembre 2017, quando ha respinto la decisione del presidente statunitense, Donald Trump, di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele e di spostare l’ambasciata degli Stati Uniti. All’epoca, l’ambasciatrice statunitense, Nikki Haley, aveva avvertito il resto dei rappresentanti che Washington stava “prendendo i nomi” dei Paesi che sostenevano la risoluzione. Tuttavia, infine, l’Assemblea Generale dell’ONU ha approvato, con 128 voti a favore, 9 contrari e 35 astenuti, una Risoluzione non vincolante per respingere il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele.

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Alice Bellante

di Redazione

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