Norvegia invita 400 marines, sale la tensione con la Russia

Pubblicato il 14 giugno 2018 alle 6:40 in Russia USA e Canada

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Il governo norvegese ha approvato l’invio di 400 marines statunitensi a Setermoen, nella contea di Troms, situata nella Norvegia settentrionale, secondo quanto dichiarato dal ministero della Difesa norvegese e riportato dalla CNN.

I 400 marines si aggiungeranno ai 300 attualmente presenti, per motivi di addestramento, sul suolo norvegese. Formalmente, i soldati non stazioneranno permanentemente in Norvegia, ma saranno coinvolti in un sistema di rotazione finalizzato ad attività di esercitazione della durata massima di 5 anni. “Non ci sono basi americane permanenti su suolo norvegese”, ha chiarito il ministro degli Esteri norvegese, Ine Eriksen Søreide, sottolinenando che la decisione, assunta con un ampio consenso parlamentare, non è diretta contro la Russia. Il primo contingente, composto dai 300 marines, è stato inviato a Vaernes, nella Norvegia centrale, nel gennaio 2017, per addestrarsi in condizioni invernali.

“In tempi di crisi e di guerra, la Norvegia confida nel supporto militare degli Stati Uniti e degli altri alleati. Questo è al centro della politica di sicurezza norvegese ed è enfatizzato dalla nostra appartenenza alla NATO”, ha chiarito il ministro della difesa norvegese, Frank Bakke-Jensen, in una dichiarazione fornita alla CNN. Il ministro norvegese ha inoltre sottolineando l’importanza dell’addestramento comune in tempo di pace. “Il corpo dei marines degli Stati Uniti e la Norvegia hanno una relazione positiva e consolidata che abbiamo intenzione di rafforzare. Continueremo a dialogare con loro, in vista di un accordo nel prossimo futuro sul proseguimento dell’addestramento e delle esercitazioni. L’iniziativa ha dimostrato che addestrarsi e fare esercitazioni con gli alleati ha un impatto positivo sulle capacità operazionali delle nostre stesse forze”, ha aggiunto il ministro norvegese.

Non mancano tuttavia le critiche interne. Secondo Sputniknews, molti politici norvegesi considerano la presenza di soldati americani sul territorio e la messa a disposizione di basi agli Stati Uniti per la sorveglianza aerea come una violazione della pratica stabilita di non avere forze straniere sul territorio nazionale in tempo di pace. In particolare, rappresentanti del Social Left Party (SV) e del Center Party norvegesi avrebbero espresso il timore che, attraverso tale cooperazione, Oslo stia cedendo basi agli Stati Uniti. Il leader dell’SV, Audun Lysbakken, critico sui tagli effettuati alle forze armate, ha definito la mossa di Oslo “non saggia”. “L’obiettivo della politica di sicurezza norvegese deve essere la minor tensione possibile nel Nord. La chiara presenza di una forte difesa nazionale contribuisce a ridurre la tensione, mentre più soldati americani potrebbero, al contrario, alimentarla”, ha spiegato il leader dell’SV all’emittente nazionale NRK.

Da Washington, il portavoce del Pentagono, Eric Pahon, ha affermato che il Dipartimento della Difesa ha accolto con favore l’annuncio norvegese e ringrazia Oslo per la sua ospitalità. L’addestramento rotazionale, secondo il Pentagono, permette ai marines americani di addestrarsi in tutte le condizioni, di rafforzare i legami con le forze armate degli Stati ospiti e di migliorare la loro capacità di reazione di fronte a eventuali crisi.

La Russia, che condivide 12 miglia di confine con la Norvegia, guarda con timore all’imminente arrivo dei 400 marines a Setermoen, che dista 250 miglia dal confine.

Funzionari russi avevano già precedentemente protestato contro la decisione di Oslo di ospitare i marines americani, sostenendo che tale mossa avrebbe potuto avere un “effetto destabilizzante” sul fianco settentrionale della NATO, violare la relazione di “buon vicinato” tra Norvegia e Russia e fare della Norvegia un target delle forze armate russe. Il ministro degli Esteri norvegese, Ine Eriksen Søreide, ha però rassicurato che non c’è alcuna ragione per reazioni negative da parte del Cremlino. Ad aprile, aveva dichiarato a Reuters che Oslo non vedeva Mosca come una minaccia militare e che il rischio di una guerra nell’Artico, il fianco settentrionale della NATO, era basso. La vicenda dei marines, tuttavia, contribuisce ad alimentare la tensione fra Oslo e Mosca, in seguito ai fatti del 2014, quando, l’annessione della Crimea da parte della Russia, ha generato crescente preoccupazione nel governo norvegese.

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di Redazione

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