Migranti: nave USA abbandona in mare 12 corpi

Pubblicato il 14 giugno 2018 alle 17:30 in Immigrazione Italia

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La nave militare statunitense, Trenton, ha salvato 41 migranti al largo della Libia, il 14 giugno. In un primo momento, l’imbarcazione aveva recuperato anche 12 cadaveri, poi abbandonati in assenza di celle frigorifere. La nave dell’ONG tedesca Sea Watch non potendo attraccare in un porto italiano ha rifiutato il trasbordo dei sopravvissuti.

La USNS Trenton è parte della Sesta Flotta US, con base a Napoli. Martedì 12 giugno, l’imbarcazione ha prestato soccorso ad alcuni uomini durante alcune operazioni di routine nel Mar Mediterraneo. L’accaduto è stato riportato per la prima volta dall’ONG Sea Watch, contattata dalla nave Trenton, la quale dopo essersi avvicinata all’imbarcazione statunitense, non ha accolto alcun sopravvissuto. Federica Mameli, una collaboratrice di Sea Watch, ha dichiarato ad ANSA: “Eravamo disposti al trasbordo, ma volevamo prima che ci fosse assegnato un porto sicuro, ragionevolmente vicino. Ciò non è avvenuto, di conseguenza, la nave americana si è allontanata e noi abbiamo perso il contatto”.

“Il governo italiano si sta rendendo complice di un’emergenza umanitaria, contribuendo a rendere il Mediterraneo un cimitero” ha affermato Alessia Rotta, la vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico. Rotta ha poi aggiunto: “La nave Trenton ha fatto quanto possibile per soccorrere i migranti dispersi in mare. L’indisponibilità italiana all’attracco in un porto sicuro ha fatto sì che la nave dell’ONG tedesca, Sea Watch, non si facesse carico del trasbordo, costringendo così i militari della Trenton ad abbandonare in mare le salme. Non si tratta più solo di scelte di politica estera. Salvini, vero dominus del governo, con continui proclami e atti di forza, si comporta come se fosse in campagna elettorale, rendendo tutti complici di una tragedia”.

Sulla stessa linea, domenica 10 giugno, in seguito al salvataggio di 629 migranti al largo della Libia, la nave Aquarius non ha ricevuto l’autorizzazione per attraccare né in Italia né a Malta. Il ministro degli Interni, Matteo Salvini, ha altresì chiuso tutti i porti, ritenendo che i migranti dovessero essere accolti da Malta, in quanto questa rappresenterebbe un “porto più sicuro”. Alla luce di ciò, tuttavia, anche le autorità maltesi hanno negato l’accesso all’Aquarius, sostenendo “di non essere coinvolte nella questione”. In seguito a tali sviluppi, il premier spagnolo, Pedro Sánchez, l’11 giugno, ha offerto Valencia come porto sicuro per l’imbarcazione.

Salvini, la mattina del 13 giugno, aveva approfondito la questione della nave Aquarius in Senato, spiegando che l’imbarcazione si trovava nella zona di ricerca e soccorso di competenza maltese e che, nonostante questa avesse notificato diversi problemi alle autorità di la Valletta, non ha ricevuto alcuna risposta. Aquarius è stata costantemente affiancata da navi italiane per ricevere assistenza sanitaria e rifornimenti alimentari. Su indicazione del responsabile del Viminale, è stata offerta la disponibilità a far sbarcare donne e bambini, che però il comandante dell’Aquarius ha rifiutato.

Secondo quanto riferito dal ministro degli Interni, nella serata dell’11 giugno, si è svolta una riunione sulla vicenda, presso la Presidenza del Consiglio. Durante tale incontro, data la disponibilità dichiarata dal governo spagnolo, è stato deciso di trasferire a bordo di navi italiane una “cospicua parte” delle 629 persone presenti sull’Aquarius, al fine di permettere una navigazione sicura verso Valencia. Salvini, durante l’undicesima seduta pubblica del Senato, ha sottolineato: “L’Italia è il secondo Paese per accoglienza in tutta Europa e non ha niente da imparare in termini di solidarietà, accoglienza e generosità, da nessuno”. Tuttavia, ha aggiunto che i tempi e i costi di accoglienza risultano attualmente al di sopra di altri Paesi europei come Francia e Germania.

La nave Aquarius attualmente non sta più navigando verso il porto spagnolo di Valencia, scortata da due unità della Guardia Costiera della Marina italiana, a causa del mal tempo. Secondo quanto riportato dall’ONG SOS Méditerranée: “Dattilo, la nave della Guardia Costiera italiana che guida il nostro convoglio, ha deciso di cambiare rotta. Aquarius proseguirà lungo la costa orientale della Sardegna per ripararsi dal maltempo, altrimenti insopportabile per le persone a bordo, esauste, scioccate e con il mal di mare”. Secondo ANSA, sull’imbarcazione sono presenti 400 dei 629 migranti.

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Alice Bellante

di Redazione

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