Marocco: ancora accuse di collusione tra Fronte Polisario e Hezbollah

Pubblicato il 14 giugno 2018 alle 6:30 in Marocco Sahara Occidentale

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Il capo dell’Ufficio investigativo giudiziario del Marocco, Abdelhak Khiame, ha affermato di essere seriamente preoccupato per la presunta collusione tra Fonte Polisario ed Hezbollah, sottolineando che la situazione nel Sahel risulta allarmante. Khiame sostiene che il movimento indipendentista e il gruppo libanese collaborino attraverso la missione diplomatica di Teheran ad Algeri, nonostante Iran e Algeria continuino a smentire le accuse. Secondo il capo dell’Ufficio investigativo, Hezbollah approfitterebbe della situazione nella regione, dove da decenni si pratica traffico di droga, terrorismo e tratta di esseri umani.

Alcuni ritengono che Hezbollah abbia deciso di aiutare il Fronte Polisario in seguito della decisione del Marocco di arrestare il principale finanziatore del gruppo, il libanese Kassim Tajideen, nel marzo 2017. Tuttavia, Khiame ha specificato: “Nessuno può intimidirci o impedirci di far rispettare la legge. Se questa è stata la reazione di Hezbollah alla decisione del Marocco, allora sono affari loro”. L’uomo ha anche affermato che sia il Polisario sia Hezbollah sono gruppi terroristici che mirano a compromettere la sicurezza della regione, ma ha assicurato che il Marocco è intenzionato a scoraggiare qualsiasi escalation della violenza o minaccia alla stabilità interna.

Secondo Khiame, molte bande e reti criminali considerano la regione del Sahel una zona ideale per la formazione di cellule terroristiche. “La situazione nel Sahel risulta allarmante anche per la mancanza di cooperazione tra Marocco e Algeria”, ha denunciato il capo dell’Ufficio investigativo. I terroristi sarebbero stati in grado di portare armi da fuoco dalla Libia al Marocco attraverso l’Algeria, proprio a causa della carente collaborazione tra gli Stati. Secondo quanto riferito da Khiame, lo scambio di informazioni è fondamentale per salvare la regione dall’espansione dei gruppi terroristici.

L’1 maggio, il Marocco ha tagliato i legami diplomatici con l’Iran e ha accusato il suo alleato Hezbollah di addestrare e consegnare equipaggiamenti militari ai membri del Fronte Polisario nei campi di Tindouf, in Algeria. Nonostante l’Iran sostenga che il Marocco non abbia mai presentato prove per dimostrare questa collusione, dal canto suo Khiame ha dichiarato che il Paese possiede tutti gli elementi e le informazioni per confermare le sue accuse.

Gli analisti sostengono che il sostegno dell’Algeria ai ribelli secessionisti del Sahara Occidentale, ex colonia spagnola fino al 1975, sia il risultato di cattive relazioni intercorse tra i due Paesi sin dall’ottenimento dell’indipendenza dalla Francia colonialista, rispettivamente avvenuto per il Marocco nel 1956 e per l’Algeria nel 1962.

Anche la disputa riguardo il Sahara Occidentale è iniziata successivamente all’indipendenza, con precisione nel 1975, quando il Marocco annesse una parte del territorio in seguito al ritiro del dominio spagnolo. Nel 1976, il Fronte Polisario dichiarò la nascita della Sahara Arab Democratic Republic (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria. In seguito intraprese una guerriglia per l’indipendenza fin quando, il 6 settembre 1991, venne dichiarato un cessate il fuoco, controllato dalla Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO). Attualmente, il Regno del Marocco sostiene che l’area del Sahara Occidentale, ricca di riserve di fosfato, faccia parte del proprio territorio. Il Fronte Polisario, invece, continua a battersi affinché venga indetto un referendum in cui gli saharawi del Sahara Occidentale venfano chiamati a scegliere fra l’integrazione col Marocco e l’indipendenza. Al momento, il territorio conteso è diviso in diverse zone, alcune autonome, altre occupate dalle truppe marocchine.

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Chiara Gentili

di Redazione

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