Immigrazione: telefonata nella notte tra Macron e Conte

Pubblicato il 14 giugno 2018 alle 9:54 in Immigrazione Italia

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Nella notte tra il 13 e il 14 giugno, c’è stata una “lunga e cordiale” telefonata tra il presidente francese, Emmanuel Macron, e il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, secondo fonti ANSA in ambienti di governo. A chiamare è stato il presidente francese. L’Eliseo conferma che domani, 15 giugno, il premier italiano si recherà a Parigi per pranzare con Macron. Tuttavia, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi di Maio, ha dichiarato all’emittente radiofonica Rtl, il 14 giungo, che l’Italia “non indietreggerà” nello scontro diplomatico sull’immigrazione in corso tra i due Paesi, finché non arriveranno le scuse del presidente francese. L’oggetto della controversia è la gestione italiana del caso della nave Aquarius.

La disputa diplomatica tra Italia e Francia ha guadagnato l’attenzione dei media di tutto il mondo. Mercoledì 13 giugno, il ministro degli Esteri italiano, Enzo Moavero Milanesi, ha convocato l’ambasciatore di Francia in Italia, Christian Masset, presso la Farnesina. Data la sua assenza da Roma, all’incontro si è presentata l’incaricata d’affari dell’ambasciata, Claire Anne Raulin, alla quale Moavero ha chiesto di risolvere rapidamente la situazione. Il ministro degli Esteri ha dichiarato che il Governo italiano considera “inaccettabili” le parole usate nelle dichiarazioni pubbliche rilasciate nella giornata del 13 giugno a Parigi, anche a livello governativo, sulla vicenda della nave Aquarius. Il ministro Moavero ha chiarito che simili dichiarazioni stanno compromettendo le relazioni tra Italia e Francia. “I toni impiegati sono ingiustificabili”, ha precisato il ministro, tenuto conto che da molti mesi ormai l’Italia ha pubblicamente denunciato l’insostenibilità dell’attuale situazione di “latitanza di un approccio coordinato e coeso a livello europeo” circa la gestione dei flussi migratori.

L’incontro, che si sarebbe dovuto tenere il 14 giugno tra il ministro italiano dell’Economia, Giovanni Tira, e il suo omologo francese, Bruno Le Marie, è stato annullato in seguito alla situazione di tensione diplomatica tra i due Paesi. Tuttavia, tra i due c’è stata una telefonata in un “clima cordiale”, in vista dell’Eurogruppo e dell’Ecofin che si terranno a Lussemburgo il 21 e 22 giugno.

Il ministro degli Interni, Matteo Salvini, la mattina del 13 giugno, aveva approfondito la questione della nave Aquarius in Senato, spiegando che l’imbarcazione si trovava nella zona di ricerca e soccorso di competenza maltese e che, nonostante questa avesse notificato diversi problemi alle autorità di la Valletta, non ha ricevuto alcuna risposta. Aquarius è stata costantemente affiancata da navi italiane per ricevere assistenza sanitaria e rifornimenti alimentari. Su indicazione del responsabile del Viminale, è stata offerta la disponibilità a far sbarcare donne e bambini, che però il comandante dell’Aquarius ha rifiutato.

Secondo quanto riferito dal ministro degli Interni, nella serata dell’11 giugno, si è svolta una riunione sulla vicenda, presso la Presidenza del Consiglio, durante la quale, alla luce della disponibilità dichiarata dal governo spagnolo, è stato deciso di trasferire a bordo di navi italiane una “cospicua parte” delle 629 persone presenti sull’Aquarius, al fine di permettere una navigazione sicura verso Valencia. Salvini, durante l’undicesima seduta pubblica del Senato, ha sottolineato: “L’Italia è il secondo Paese per accoglienza in tutta Europa e non ha niente da imparare in termini di solidarietà, accoglienza e generosità, da nessuno”. Tuttavia, ha aggiunto che i tempi e i costi di accoglienza risultano attualmente al di sopra di altri Paesi europei come Francia e Germania.

La nave Aquarius sta intanto navigando verso il porto spagnolo di Valencia, scortata da due unità della Guardia Costiera della Marina italiana, con a bordo 400 dei 629 migranti che erano sulla nave umanitaria.

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di Redazione

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