Haiti proibisce l’attività di Oxfam

Pubblicato il 14 giugno 2018 alle 14:48 in America centrale e Caraibi

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Il governo haitiano ha deciso di proibire alla ONG briannica Oxfam di operare nel paese caraibico, dopo gli scandali sessuali in cui sono stati coinvolti i responsabili dell’organizzazione, che assumevano prostitute anche minorenni dopo il terremoto che devastò l’isola nel 2010. La misura è definitiva, rende noto l’esecutivo di Port-au-Prince.

Dopo quattro mesi di indagini il governo di Jovenel Moïse ha reso noto mercoledì che il permesso concesso alla ONG britannica è stato ritirato in via definitiva. A renderlo noto in conferenza stampa il ministro haitiano della pianificazione economica Aviol Fleurant, che ha commentato “dopo tutte le opportune valutazioni abbiamo stabilito che il meglio per Haiti è che Oxfam non ritorni a operare nel nostro paese”. Fleurant ha invitato chiunque fosse a conoscenza di altri casi di abusi di testimoniare, perché l’indagine “non è finita”.

Il 22 febbraio scorso il governo haitiano aveva sospeso le attività di Oxfam in via cautelativa, quando era emerso lo scandalo che coinvolgeva i responsabili della ONG ad Haiti. Il 12 febbraio, a seguito di alcune rivelazioni del quotidiano britannico The Times, Oxfam ammise che ad Haiti erano state assunte prostitute, anche minorenni, per organizzare orgie negli stabili gestiti dalla ONG, cui prendevano parte anche i responsabili del programma di aiuti ad Haiti. Oxfam operava nel paese caraibico sin dal 2010. Il 12 gennaio di quell’anno un devastante terremoto causò 300.000 morti e lasciò senza casa o con case pesantemente danneggiate 1,5 milioni di persone.

Il ministro delle comunicazioni, Joseph Guyler Delva, ha segnalato che la decisione annunciata oggi dimostra come il governo di Port-au-Prince stia “lavorando contro l’impunità”.

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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