FBI arresta donna di origine israeliana per supporto all’ISIS

Pubblicato il 14 giugno 2018 alle 16:31 in USA e Canada

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L’FBI ha arrestato Waheba Issa Dais, una donna di origine israeliana, legalmente residente nel Wisconsin, negli Stati Uniti, dal 1992, mercoledì 13 giugno, con l’accusa di aver cercato di fornire risorse e materiale di supporto all’organizzazione terroristica. È quanto dichiarato da funzionari statunitensi e riportato in un comunicato del Dipartimento di Giustizia americano, nella stessa giornata del 13 giugno.

Secondo l’accusa, la donna ha cercato di fornire servizi, personale e assistenza tecnica all’ISIS, promuovendo l’attività dell’organizzazione terroristica, facilitandone il reclutamento e mantenendo “un archivio virtuale di istruzioni per la fabbricazione di bombe, di armi biologiche, di veleni e di giubbotti esplosivi” per assistere i militanti del gruppo jihadista nella pianificazione degli attacchi.

Tale attività è stata condotta dalla donna mediante i social media. Dais ha infatti acceduto illegalmente agli account di numerosi utenti, ignari dell’hacking compiuto a loro danno, per supportare l’organizzazione terroristica. Tramite uno di questi account, ha incoraggiato una persona, che credeva essere un sostenitore dell’ISIS, ad effettuare un attacco in nome dell’organizzazione terroristica. In particolare, gli ha fornito istruzioni dettagliate su come fabbricare una sostanza tossica e introdurla in una sede governativa o in cisterne d’acqua. Ha inoltre suggerito potenziali obiettivi per alcuni attentati, comprese feste di strada e altre manifestazioni che si svolgeranno in estate.

L’imputata, considerata innocente fino a prova contraria, rischia una sentenza di massimo 20 anni di reclusione e una sanzione fino a 250.000 dollari.

Secondo quanto riportato da Al Arabiya English, la donna è stata la prima persona arrestata in 6 mesi con l’accusa di supporto ad un gruppo estremista violento.

Negli ultimi anni, gli attacchi terroristici legati all’ISIS negli Stati Uniti che hanno provocato vittime sono stati 3. Il primo si è verificato il 15 dicembre 2015 a San Bernardino, in California, è stato commesso da una coppia di attentatori di origine pakistana e ha causato 14 morti e 24 feriti. Il secondo è stato quello del 12 giugno 2016 nella discoteca Pulse a Orlando, in Florida, dove sono state uccise 49 persone e ferite 58. Il terzo si è verificato il 31 ottobre 2017, a New York, ad opera di un attentatore uzbeko che ha travolto 8 persone e ne ha ferite altre 11, schiantandosi con un furgone lungo una pista ciclabile.

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di Redazione

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