Afghanistan: le istruzioni del leader talebano per il cessate il fuoco

Pubblicato il 14 giugno 2018 alle 11:45 in Afghanistan Asia

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In occasione della festività islamica di Eid-ul-fitr, i talebani hanno annunciato un cessate il fuoco della durata di tre giorni, che inizierà la sera del 14 giugno e si concluderà alla fine del 17 giugno. Alla luce di ciò, il leder talebano ha emesso una direttiva indirizzata ai mujāhidīn, cioè i militanti talebani. Le disposizioni contenute in tale direttiva sono finalizzate a permettere ai membri del gruppo di partecipare alle preghiere di Eid-ul-fitr, una delle ricorrenze più importanti della religione islamica. In occasione di tale festività, le famiglie si riuniscono, pregano e, in Afghanistan, rendono omaggio ai propri defunti.

La direttiva prevede 5 regole da rispettare. In primo luogo, durante l’intera festività, i mujāhidīn dovranno interrompere ogni operazione offensiva contro le forze interne di opposizione. Tuttavia, nel caso in cui i militanti stessi venissero attaccati, potranno difendersi al massimo delle loro capacità. In secondo luogo, è stato evidenziato che le forze di occupazione straniere saranno escluse dalla tregua e che le operazioni nei loro confronti continueranno, ovunque e in qualunque momento si presenti l’opportunità. In terzo luogo, i funzionari della Commissione Militare e i governatori provinciali saranno tenuti a segnalare i detenuti nelle carceri. In quarto luogo, a tutti i prigionieri dell’Emirato Islamico, che siano criminali o politici, dovranno essere fornite le attrezzature necessarie per la celebrazione di Eid-ul-fitr e dovranno essere autorizzati ad incontrare le loro famiglie. Infine, i mujāhidīn non dovranno partecipare alle congregazioni civili, in quanto potrebbe esserci un rischio di attacchi aerei.

I talebani hanno lanciato il loro ultimo attacco il 12 giugno, nella provincia sud-orientale di Ghazni, nel primo giorno del cessate il fuoco annunciato dal governo afghano. Intorno alle 2:30, ora locale, i militanti hanno fatto saltare in aria un veicolo militare blindato uccidendo 5 poliziotti. Il presidente afghano, Ashraf Ghani, il 7 giugno, aveva annunciato il cessate il fuoco con i talebani, in seguito alla sentenza emessa da 2.000 studiosi religiosi, tre giorni prima. Nella direttiva in questione si affermava che “la guerra in corso in Afghanistan è vietata dalla legge islamica”.

I talebani si sono affermati come gruppo dominante in Afghanistan dopo il crollo dell’Unione Sovietica, alla fine di una guerra civile che ha afflitto il Paese dal 30 aprile 1992 al 27 settembre 1996. Dopo tale conflitto, è stato stabilito il cosiddetto Emirato Islamico, grazie al quale i talebani controllavano circa il 90% del territorio, mentre le rimanenti aree a nord-est del Paese erano sotto il controllo dell’Alleanza del Nord, poi riconosciuta come il governo afghano. In seguito all’invasione statunitense del 2001 e all’intervento NATO del 2003, il gruppo estremista è stato estromesso dal potere ed ha poi iniziato a lanciare offensive al fine di destabilizzare il Paese.

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Alice Bellante

di Redazione

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