Vice PM serba: necessario scegliere tra Russia e UE

Pubblicato il 13 giugno 2018 alle 6:05 in Europa Serbia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La vice primo ministro serba, Zorana Mihajlovic, ha affermato che Belgrado deve chiarire la propria posizione scegliendo tra l’adesione all’Unione Europea e l’entrata nella sfera di influenza russa. Mihajlovic ha espresso il proprio pensiero in un’intervista rilasciata a Blic, pubblicatal’11 giugno, dopo che alcuni membri del governo serbo avevano elogiato il rafforzamento dei legami tra il proprio Paese e Mosca, la quale sta cercando di espandere la propria influenza nella regione balcanica a discapito dell’UE.

La Serbia è uno dei Paesi candidati all’adesione dell’Unione, insieme a Turchia, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Albania e Montenegro. Sono invece candidati potenziali, che ancora non soddisfano i criteri necessari, la Bosnia e Erzegovina e il Kosovo. La questione delle alleanze internazionali rappresenta uno dei temi più dibattuti nella politica serba.Le forze politiche si dividono tra fautori dell’alleanza con la Russia e fautori dell’avvicinamento all’Europa. Tra questi ultimi, vi è anche l’attuale primo ministro serbo, Ana Brnabic, la quale, il 30 giugno 2017, aveva dichiarato che, nonostante la storica alleanza con la Russia, il piano strategico futuro consisteva nell’entrata all’interno dell’Unione Europea.

Uno dei segni di questo continuo dibattito, è la decisione del presidente serbo, Aleksandar Vucic, di continuare a mantenere entrambe le porte aperte. Da una parte , vuole portare avanti il processo di adesione alla UE, che finora ha visto l’apertura di 12 dei 35 capitoli negoziali. Dall’altra parte, Vucic vuole rimanere un partner affidabile di Mosca, come ha confermato all’ambasciatore russo in Serbia, Aleksandr Chepurin, in un incontro tenutosi il 7 giugno. Tra le altre cose, l’alleanza con la Russia si basa anche sul mancato ingresso di Belgrado nella NATO e sul conseguente mantenimento della neutralità, come confermato dallo stesso presidente serbo alla controparte russa, Vladimir Putin, in occasione della visita di Vucic a Mosca, l’8 maggioIl 12 giugno, inoltre, Chepurin ha paventato la possibilità di un maggior impegno della Russia nei negoziati per la normalizzazione dei rapporti tra Serbia e Kosovo, attualmente condotti dall’Alto Rappresentate dell’Unione per gli Affari Esteri e della Politica di Sicurezza, Federica Mogherini. “La questione della Crimea è definitivamente chiusa. Crimea è Russia e Kosovo è Serbia. Non è solo uno slogan, ma una realtà legale che va rispettata”, ha dichiarato Chepurin, confermando il proprio sostegno alla causa serba.

Il 9 giugno, Vecenje Novosti, ha riportato la notizia che anche gli Stati Uniti starebbero pensando di inserirsi in modo non ufficiale nei negoziati serbo-kosovari. Tutto questo accade mentre il dialogo per la normalizzazione dei rapporti tra Serbia e Kosovo, avviato in seguito alla firma degli accordi di Bruxelles il 19 aprile 2013, sta vivendo un momento di crisi, causato da delle fratture interne alla coalizione di governo kosovara sulla piattaforma di dialogo con Belgrado, e dalla mancanza di convergenza sulle priorità del negoziato tra le due parti, con Pristina che vorrebbe concentrarsi sul settore energetico, e la Serbia che invece ritiene la creazione della Comunità delle municipalità serbe (ZSO) di fondamentale importanza.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.