USA estradano a Panama ex presidente Martinelli

Pubblicato il 13 giugno 2018 alle 6:02 in America centrale e Caraibi USA e Canada

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Ricardo Martinelli, presidente di Panama dal 2009 al 2014, è stato estradato dagli USA nel paese centroamericano. La corte di Miami, dove l’ex presidente si trovava agli arresti, ha rigettato il ricorso della difesa del politico e imprenditore. Secondo i suoi legali, se fosse stato estradato a Panama, Martinelli avrebbe corso il rischio di subire torture, rischio non ravvisato dalla corte della Florida.

A Panama Martinelli sarà processato per manversazione, storno di fondi pubblici e spionaggio. Nel 2015 l’uomo, che ha fatto fortuna come proprietario di una catena di supermercati prima di entrare in politica, aveva abbandonato il paese mentre la Suprema Corte panamense indagava su un presunto storno di 45 miliardi di dollari da un programma di assistenza alimentare. I fondi sarebbero stati utilizzati per creare una rete illegale di spionaggio tramite la quale Martinelli ha tenuto sotto controllo oltre 150 persone, tra cui avversari e alleati politici, giornalisti e imprenditori.

Martinelli era stato arrestato negli Stati Uniti lo scorso settembre a seguito di un mandato di arresto internazionale dell’interpol emesso su richiesta della magistratura panamense. I giudici indagano inoltre su almeno venti casi di corruzione che coinvolgono l’ex presidente, che tuttavia non sarà processato per questi reati. Secondo il trattato di estradizione tra USA e Panama, vigente sin dal 1905, l’ex presidente può essere processato in patria solo per i reati per cui è stata chiesta l’estradizione, e cioè malversazione e spionaggio.

Martinelli accusa l’attuale presidente Juan Carlos Varela, suo ex vicepresidente, di averlo tradito e di aver fatto chiedere la sua estrazione per “vendetta politica”.

Non appena giunto a Panama, Martinelli è stato ricoverato all’ospedale Santo Tomás della capitale per accertamenti. Partendo dagli USA ammanettato, l’ex presidente panamense ha scherzato con i giornalisti, dichiarando che tornava in patria “giusto in tempo per vedere i Mondiali”. Per la prima volta nella sua storia, infatti, il paese centroamericano si è qualificato per la fase finale dei mondiali di calcio. I legali di Martinelli hanno inoltre reso noto che potrebbe candidarsi alle elezioni del prossimo maggio, come sindaco o come deputato, poiché non sono ancora trascorsi i 10 anni che la costituzione panamense impone a chi vuole concorrere per un secondo mandato presidenziale.

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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