Trump propone sospensione delle esercitazioni militari e ritiro delle truppe da Seoul

Pubblicato il 13 giugno 2018 alle 12:21 in Corea del Sud USA e Canada

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Il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato che gli Stati Uniti sospenderanno le esercitazioni militari con la Corea del Sud e ha prospettato la possibilità di ritirare le truppe da Seoul. “È inappropriato svolgere simulazioni militari provocatorie e dispendiose”, ha dichiarato il presidente americano, nel corso di una conferenza stampa a Singapore, il 12 giugno.

L’annuncio ha colto di sorpresa Seoul, Tokyo, i deputati americani e alcune componenti del Pentagono e, secondo la CNN, tale mossa ha sollevato il sospetto che Trump abbia fatto concessioni significative nel corso del summit del 12 giugno, ottenendo pochi impegni concreti da parte di Kim Jong Un. L’ex vice presidente, Joe Biden, ha dichiarato che “l’amministrazione Trump ha fatto al regime nordcoreano molte ambite concessioni senza ottenere nulla in cambio”, ha ridotto il numero di leve negoziali a disposizione di Washington e ha indebolito i legami con gli alleati. Il presidente americano non avrebbe infatti consultato i governi di Seoul e di Tokyo prima di fare tale dichiarazione. Trump ha chiarito che gli Stati Uniti hanno attualmente in Corea del Sud 32.000 soldati, che vorrebbe “riportare a casa”. Dopo l’annuncio del leader della Casa Bianca in conferenza stampa, il ministro della difesa sudcoreano ha dichiarato che Seoul deve “comprendere il significato e le intenzioni precise del presidente Trump”.

Negli Stati Uniti, molti deputati, fra cui il senatore Repubblicano, Bob Corker, direttore del Comitato per le Relazioni Estere, sostengono che le forze armate americane fossero all’oscuro della decisione di Trump. La portavoce del Pentagono, Dana White, tuttavia, ha affermato che il segretario della difesa, James Mattis, era al corrente delle intenzioni del presidente e concorde con lui sulla necessità di conseguire l’obiettivo del summit, cioè la denuclearizzazione della penisola coreana. La portavoce ha inoltre dichiarato che il Dipartimento della Difesa ha accolto con favore i risultati positivi del summit, supporta pienamente gli sforzi diplomatici in corso con la Corea del Nord e ribadisce il ruolo degli Stati Uniti con gli alleti e nella regione dell’Indo-Pacifico. Un funzionario della Difesa statunitense ha inoltre affermato che il Pentagono lavorerà con la Casa Bianca e il Dipartimento di Stato per determinare le modalità con le quali portare avanti le intenzioni del presidente. A suo avviso, occorre in particolare determinare quali saranno le esercitazioni sospese, se la sospensione sarà temporanea o permanente, quale sarà l’impatto sugli alleati e se dovranno essere poste condizioni a Pyogyang. Secondo molti esperti di Corea del Nord, peraltro, le esercitazioni sono essenziali per assicurare la prontezza di intervento delle forze armate americane.

Martedì 12 giugno, dopo il summit, molti Repubblicani hanno rigettato l’idea del ritiro delle truppe e hanno espresso esitazione a proposito della sospensione delle esercitazioni militari. In quella stessa giornata, alcuni senatori Repubblicani, pertanto, hanno richiesto a Trump di sottoporre qualsiasi accordo definitivo con la Corea del Nord al Congresso per il voto.

Defense One riferisce che la sospensione delle esercitazioni militari e il ritiro delle truppe da Seoul non sono contenute nel documento firmato il 12 giugno a Singapore da Trump e Kim Jong Un. Gli impegni principali sanciti nell’intesa sono l’instaurazione di legami diplomatici tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord, la costruzione di “un regime di pace stabile e duraturo” sulla penisola coreana e l’impegno per la completa denuclearizzazione della penisola coreana.

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di Redazione

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