Stati Uniti aprono ambasciata de facto a Taiwan

Pubblicato il 13 giugno 2018 alle 16:02 in Taiwan USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno aperto ufficialmente l’Istituto Americano di Taiwan (AIT), la nuova ambasciata americana de facto sull’isola, la mattina del 12 giugno. Alla cerimonia hanno partecipato alti diplomatici americani e il presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen. Il vicesegretario di Stato statunitense per gli Affari Educativi e Culturali, Marie Royce, ha descritto l’AIT come un simbolo tangibile del legame fra Washington e Taipei, che consentirà una maggiore cooperazione Stati Uniti e Tiawan negli anni a venire. “Come democrazie libere e aperte, abbiamo il dovere di collaborare per difendere i nostri valori e proteggere i nostri interessi comuni”, ha dichiarato il presidente dell’isola, nel corso della cerimonia di apertura.

La Repubblica Popolare Cinese considera l’isola di Taiwan come una sua provincia,  non è disposta a concederle una formale indipendenza e pretende da tutti gli Stati che desiderino intrattenere rapporti diplomatici e commerciali con la Repubblica Popolare Cinese il rispetto del principio dell’unica Cina. Washington condivide ufficialmente tale principio, riconoscendo Taiwan come parte della Cina e mantenendo relazioni diplomatiche formali solo con Pechino. L’isola rimane tuttavia un importante alleato americano nella regione e, sotto l’amministrazione Trump, i legami fra Washington e Taipei si sono ulteriormente rafforzati. A dispetto della condanna di Pechino, gli Stati Uniti vendono armi avanzate a Taiwan per la sua difesa sulla base del Taiwan Relations Act, che fornisce la base legale per le relazioni non ufficiali tra Stati Uniti e Taiwan e sancisce l’impegno di Washington ad assistere Taipei nel mantenimento della sua capacità difensiva. Nei mesi scorsi, l’amministrazione Trump ha autorizzato la vendita di tecnologia sottomarina a Taiwan e ha applicato il Taiwan Travel Act per incoraggiare le visite tra i funzionari degli Stati Uniti e di Taiwan a tutti i livelli, irritando il governo di Pechino.

“Il fatto che gli Stati Uniti mandino funzionari a Taiwan con qualsiasi scusa è una seria violazione del principio dell’unica Cina. Interferisce con gli affari interni cinesi e impatta negativamente sulle relazioni tra Pechino e Washington”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli esteri cinese, Geng Shuang, che ha sottolineato la necessità che gli Stati Uniti rispettino il loro impegno nei confronti della Cina, evitino di danneggiare le relazioni reciproche e contribuiscano a mantenere la pace nello stretto di Taiwan. Qui, la Repubblica Popolare Cinese ha avviato una serie di esercitazioni militari, le più recenti delle quali, risalenti al 17 aprile e all’11 maggio.

La Cina e Taiwan si sono separate nel 1949, in seguito al successo della rivoluzione maoista e alla vittoria comunista nella Cina continentale, ma condividono l’eredità linguistica e culturale. Sia Pechino sia Taipei considerano l’isola come parte della Cina ma nessuno dei due governi riconosce la legittimità dell’altra parte. Di recente, il sentimento indipendentista all’interno del partito di governo di Taipei e le esercitazioni militari, ordinate dal leader cinese, Xi Jinping, hanno contribuito ad alimentare ulteriormente la tensione tra Pechino e Taipei.

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di Redazione

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