Repubblica Democratica del Congo: Corte Penale Internazionale rilascia signore della guerra

Pubblicato il 13 giugno 2018 alle 10:04 in Africa Rep. Dem. del Congo

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La Corte Penale Internazionale ha ordinato il rilascio provvisorio, a condizioni specifiche, dell’ex vice presidente della Repubblica Democratica del Congo, Jean-Pierre Bemba, ha dichiarato la CPI in una nota, martedì 12 giugno. Secondo il mandato, l’imputato verrà rilasciato in Belgio, dove risiede la sua famiglia. Bemba era detenuto dal 2008. “Prendendo in considerazione tutti i fattori rilevanti e le circostanze del caso nel suo complesso, la Camera di prima istanza ritiene che i requisiti legali per la detenzione continuata non siano soddisfatti”, ha affermato la Corte.

Bemba, 55 anni, era stato condannato all’unanimità a 18 anni di detenzione nel 2016 dai giudici della CPI. Bemba, soprannominato “Miniaut Mobutu” era stato ritenuto colpevole di cinque capi di imputazione per crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi dal suo esercito privato durante una battaglia durata cinque mesi, nella vicina Repubblica Centrafricana. Bemba aveva inviato la sua milizia, il Movimento di Liberazione Congolese (MLC), una forza ribelle che in seguito trasformò in un’organizzazione politica, nel Paese al confine settentrionale del Congo, la Repubblica Centrafricana, nell’ottobre 2002, per contrastare un colpo di Stato contro l’allora presidente, Ange-Felix Patasse. Questa sentenza è stata ribaltata dall’esito dell’appello, martedì 12 giugno. Il politico congolese è stato prosciolto in appello dal tribunale dell’Aia, che ha dichiarato che egli non può essere ritenuto penalmente responsabile dei reati commessi dalle sue truppe nella Repubblica Centrafricana dal 2002 al 2003.

Si è trattato della sentenza più lunga mai pronunciata dalla Corte dell’Aia. Questo è stato il primo processo in cui la CPI si è pronunciata sulla violenza sessuale come arma di guerra. È stato anche il primo a stabilire la responsabilità di un comandante militare per la condotta delle truppe sotto il suo controllo. Gli avvocati difensori di Bemba hanno sostenuto in udienza martedì 12 giugno che non c’è il rischio che il leader congolese fugga e che “non esiste alcuna giustificazione legale o oggettiva per separare Bemba dalla sua famiglia per un giorno in più”. L’avvocato principale di Bemba, Peter Haynes, ha dichiarato ai giornalisti che il comandante ribelle, diventato ora un politico, ha in programma di recarsi a Bruxelles per ricongiungersi con la sua famiglia.

Negli ultimi dieci anni, Bemba ha vissuto nel centro di detenzione della Corte Penale Internazionale, con sede in un sobborgo dell’Aia. Normalmente, i sospettati vengono immediatamente rilasciati dopo un’assoluzione, ma Bemba deve anche scontare una condanna separata per la corruzione dei testimoni durante il processo, il che potrebbe comportare una pena detentiva massima di 5 anni e una multa di 300.000 euro (350.000 dollari). L’accusa di manomissione del processo è stata presentata nel novembre 2013 e i pubblici ministeri hanno dichiarato che Bemba dovrebbe rimanere in custodia fino a quando non verrà emessa una sentenza definitiva su questo caso. La condanna è prevista per il 4 luglio. Gli esperti legali si aspettavano che Bemba venisse liberato provvisoriamente dal momento che ha già trascorso molto tempo in prigione.

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di Redazione

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