Nicaragua: sciopero generale contro Ortega

Pubblicato il 13 giugno 2018 alle 15:00 in America Latina America centrale e Caraibi

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Continuano le violenze in Nicaragua. Martedì 12 maggio i quartieri orientali della capitale Managua si sono ritrovati in mano alle forze paramilitari del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale, appoggiate dalla polizia, che agivano in totale impunità agli ordini del presidente Daniel Ortega. Molti testimoni hanno riferito che la capitale non viveva tensioni simili sin dagli anni ’70, quando il Fronte lottava contro il dittatore Anastasio Somoza.

L’organizzazione degli imprenditori nicaraguense ha convocato, in risposta alle violenze e alla repressione del governo sandinista, uno sciopero generale di 24 ore su tutto il territorio nazionale il prossimo giovedì 14 giugno. Lo sciopero era stato chiesto agli imprenditori con insistenza da diverse forze di opposizione, ma questi si erano sempre negati temendo ricadute ancora peggiori sull’economia del paese, già duramente colpito in questi 56 giorni di crisi. Nei quasi due mesi di proteste, a partire dal 18 aprile scorso, sono 146 i morti e oltre mille i feriti secondo le cifre del Centro Nicaraguense dei Diritti Umani. 

Gli impresari nicaraguensi hanno deciso di premere sul presidente Daniel Ortega affinché “negozi un’uscita pacifica dalla crisi e lasci il potere dopo undici anni di governo autoritario”, come prova di buona volontà, sottolineano, lo sciopero è limitato a un breve periodo di tempo – 24 ore appunto – e non è proclamato “sine die” come chiede l’opposizione, e cioè fino ad ottenere le dimissioni di Ortega.

Frattanto il presidente con la mediazione della conferenza episcopale nicaraguense ha proposto di anticipare le elezioni per uscire dalla crisi. Ortega ha presentato la sua offerta all’ambasciatrice USA a Managua, Laura Dogu e al senatore Caleb McCarry, delegato della commissione esteri del Senato di Washington inviato in Nicaragua come mediatore. Gli alti funzionari statunitensi hanno riportato l’offerta di Ortega ai vescovi e alla Alianza Cívica, la coalizione di opposizione formatasi durante le proteste, che riunisce studenti, imprenditori, contadini, accademici e rappresentanti della società civile. Daniel Ortega, che accusa gli Stati Uniti di sostenere la protesta con fini imperialistici, ha cercato proprio in Washington una sponda per uscire dalla crisi, che la continua violenta repressione non fa che acuire.

La scadenza naturale del mandato di Ortega è prevista per la fine del 2021. 

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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