Malesia: due giudici più anziani hanno deciso di dimettersi

Pubblicato il 13 giugno 2018 alle 19:30 in Asia Malesia

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Il presidente della Corte Suprema malese, Raus Sharif, e il presidente della Corte d’Appello, Zulkefli Ahmad Makinudin, hanno annunciato le proprie dimissioni, approvate anche dal Re Muhammad V, che diventeranno effettive a partire dal 31 luglio.

La decisione dei due giudici si inserisce nel processo di rimozione dei principali funzionari, considerati vicini alla precedente amministrazione, avviato dal nuovo primo ministro, Mahathir Mohamad, a seguito della sua vittoria alle elezioni tenutesi il 9 maggio. In tale occasione, la coalizione Pakatan Harapan, da lui guidata, ha ottenuto 113 seggi in parlamento, sconfiggendo la coalizione Barisan Nasional, al potere dal 1957, anno in cui la Malesia ha raggiunto l’indipendenza dalla Gran Bretagna.

Nel nuovo clima instaurato dal primo ministro Mahathir, il 5 giugno è stato nominato Tommy Thomas come nuovo procuratore generale della Malesia, in sostituzione di Mohamad Apandi Ali, il quale aveva assolto il precedente primo ministro, Najib Razak, da ogni accusa relativa allo scandalo in cui era stato coinvolto. Nel 2015, l’allora primo ministro Najib era stato accusato di aver ricevuto donazioni pari a circa 600 milioni di dollari sul suo conto bancario privato.

A seguito della vittoria della coalizione Pakatan Harapan il 9 maggio, il nuovo governo del primo ministro Mahathir, inoltre, ha promesso l’abolizione di numerose leggi, tra cui la Goods and Services Tax e l’Anti-Fake News Act. La prima è una tassa implementata dal 1 aprile 2015 sulla quasi totalità delle transazioni effettuate durante il processo di produzione dei beni e servizi. La seconda, invece, è stata introdotta nel 2017 con l’obiettivo di penalizzare chi fa circolare notizie false in formato cartaceo, video o informatico.

Il primo ministro Mahathir ha poi confermato la possibilità che l’East Coast Rail Project, finanziato dalla Cina per un valore di 14 miliardi di dollari, venga rinviato o totalmente cancellato in virtù dell’elevato costo necessario alla sua realizzazione. Il progetto prevedrebbe la costruzione di una ferrovia di alta velocità che permetterebbe collegamenti più efficienti tra Kuala Lumpur e la Klang Valley.

“La realizzazione di questo progetto comporterebbe un maggiore flusso di prodotti e turisti cinesi in Malesia. Tuttavia, il primo ministro Mahathir teme che questo possa influenzare negativamente la preservazione della cultura malese”, ha sottolineato Anwita Basu, analista dell’Intelligence Unit del The Economist.

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Alice Barberis

di Redazione

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