Libia: duplice attentato suicida nei pressi di Derna

Pubblicato il 13 giugno 2018 alle 12:00 in Africa Libia

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In Libia, 2 attacchi suicidi contro le forze fedeli al generale Khalifa Haftar hanno colpito il distretto di Shiha, a sud di Derna, martedì 12 giugno, provocando la morte di diversi civili. Le truppe dell’esercito nazionale libico (LNA) stanno conducendo in quelle aree un’offensiva contro le milizie islamiste e jihadiste che controllano piccole porzioni di territori orientali sfuggiti al comando di Haftar, tra cui la città di Derna.

Situata a circa 300 chilometri da Bengasi, Derna è presieduta, fin dal luglio 2015, da una coalizione di combattenti locali conosciuta con il nome di Derna Security Force. Si tratta di militanti islamisti e ribelli, riunitisi in organizzazione il 12 dicembre 2014, che erano riusciti a insediarsi nella città costiera dopo aver cacciato l’ISIS dall’area. Nei giorni scorsi, l’esercito nazionale libico, che dal 7 maggio scorso ha intrapreso una nuova offensiva per riconquistare la città, ha dichiarato di aver preso il controllo di circa la metà di Derna. I residenti in fuga dalla città hanno affermato che i combattenti delle Derna Security Force starebbero piantando mine nel distretto di Shiha, dove si sono ritirati. Secondo quanto riferito da The New Arab, i militanti starebbero ricorrendo ad attacchi suicidi dopo aver affrontato l’LNA con mezzi convenzionali senza successo. Lunedì 11 giugno, un altro attentato suicida aveva ucciso 2 combattenti dell’esercito nazionale libico e ne aveva feriti 3. Rispetto al duplice attentato di martedì 12 giugno, invece, il numero delle vittime non è ancora stato accertato.   

È dall’ottobre 2014 che le truppe fedeli al comandante Haftar cercano di assediare Derna, ininterrottamente sottoposta a scontri e attacchi terroristici. Nella dichiarazione del 29 maggio scorso, il Consiglio locale di Derna ha affermato che “tutte le organizzazioni e le comunità internazionali devono fermare gli attacchi sulla città e aprire le strade che la collegano al porto per permettere ai beni di prima necessità di essere introdotti, dal momento che le forze di Haftar hanno chiuso tutte le entrate di terra”.

Il 21 maggio, l’inviato ONU in Libia, Ghassan Salamé, nel corso di una videoconferenza da Parigi, aveva lanciato un appello affinché venissero adottate tutte le precauzioni possibili per proteggere gli abitanti della città, tra cui l’istituzione di un passaggio sicuro per consentire ai civili di uscire dalla zona. “L’ONU sta lavorando duramente per affrontare la situazione umanitaria e si sta preparando nel caso in cui il conflitto peggiori” aveva dichiarato il funzionario delle Nazioni Unite. Domenica 10 giugno, la Croce Rossa libica ha dichiarato di aver consegnato aiuti umanitari a 6.000 persone nel distretto di Bab Tobruk, nella parte occidentale di Derna.

Gli scontri nella città si inseriscono in un conflitto più ampio che ha investito la Libia dal febbraio 2011. Da quando Muammar Gheddafi è stato rovesciato dall’intervento della NATO, nell’ottobre dello stesso anno, il Paese non è ancora riuscito ad effettuare una transizione democratica. Si sono affermati due governi opposti: il primo, riconosciuto dalla comunità internazionale, è stato creato dalle Nazioni Unite, con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, e si è insediato a Tripoli il 30 marzo 2016. Il secondo, invece, controllato dal generale Haftar, ha come capitale Tobruk ed è sostenuto da Russia ed Egitto.

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Chiara Gentili

di Redazione

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