Attacco della coalizione USA in Siria, 10 civili tra le vittime

Pubblicato il 13 giugno 2018 alle 14:03 in Medio Oriente Siria

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Un attacco aereo della coalizione guidata dagli Stati Uniti ha colpito un villaggio nel nord-est della Siria, occupato dai militanti dello Stato Islamico, ed è risultato nella morte di almeno 10 civili, tra cui tre bambini.

L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha dichiarato, il 12 giugno, che l’attacco si è verificato nei pressi di Tal Al-Shair, nella provincia nord-orientale di Hasakeh. L’Agency France Press ha riferito che non c’è stata ancora conferma dell’attacco da parte dalla coalizione a guida americana, attiva in Siria nella lotta contro lo Stato Islamico. Tal Al-Shair si trova in una zona ancora detenuta dai militanti dell’ISIS, vicino al confine iracheno, dove un’alleanza curdo-araba, sostenuta dalla coalizione a guida americana, sta combattendo contro i militanti jihadisti.

Secondo l’Osservatorio, un attacco aereo della coalizione, avvenuto il 5 giugno, ha ucciso 11 civili nella stessa area, mentre altri 12 civili hanno perso la vita a causa delle incursioni della coalizione il 1 giugno. All’inizio di questo mese, la coalizione ha ammesso la morte di nove civili, portando a 892 il numero totale di decessi tra la popolazione civile, da quando la coalizione è intervenuta in Iraq e in Siria, avviata il 15 giugno 2014. Questi attacchi in Siria si inseriscono nel contesto dell’Operazione Roundup, lanciata dalla coalizione internazionale a guida americana contro l’ISIS. La prima fase dell’operazione è iniziata l’1 maggio e si è conclusa con successo il 15 maggio con la liberazione di Baghuz, sulla sponda orientale dell’Eufrate. Il 3 giugno, le Syrian Democratic Forces (SDF), la coalizione di arabi e curdi che combatte contro l’ISIS in Siria al fianco della coalizione internazionale a guida americana, hanno avviato le operazioni di terra per la seconda fase dell’Operazione. L’obiettivo è la sconfitta dell’ISIS nella Siria nordorientale. 

Al momento, l’ISIS controlla meno del 3% della Siria, secondo quanto riferito dall’Osservatorio. I militanti dell’ISIS continuano a essere presenti nel territorio orientale del Paese e, in particolare, nel villaggio di Hajin, situato nei pressi della riva orientale del fiume Eufrate, a nord di Albu Kamal, e a Dashisha, che si trova anch’essa sulle rive dell’Eufrate, a ovest della città di Deir Ezzor. I combattenti dell’ISIS hanno lanciato, il 2 giugno, un’operazione contro alcuni villaggi nella valle dell’Eufrate, che erano stati conquistati dalle forze governative siriane e dai loro alleati nel novembre del 2017. In questo contesto, almeno 45 soldati fedeli al regime del presidente siriano, Bashar Al-Assad, sono morti in un’offensiva dell’ISIS nella Siria orientale, dove l’organizzazione jihadista ha riconquistato 4 villaggi, secondo quanto ha riportato l’Osservatorio siriano per i diritti umani. La piccola area conquistata dall’ISIS si trova sulla strada tra la capitale provinciale, Deir Ezzor, e la città di Albu Kamal, situata più a sud, al confine con l’Iraq. 

Da parte sua, l’Iraq ha lanciato il 7 giugno, un attacco aereo contro città di Hajin, che è rimasto il centro abitato più grande sotto il controllo dell’ISIS. Alcuni F-16 hanno distrutto un intero centro di controllo e comando del gruppo jihadista. L’aviazione irachena ha lanciato diversi attacchi contro lo Stato Islamico in Siria nel corso del 2017, con l’approvazione del presidente siriano, Bashar Al-Assad, e della coalizione statunitense. L’Iraq intrattiene anche buoni rapporti con l’Iran e con la Russia, i principali sostenitori di Assad nella guerra civile siriana. Il primo ministro dell’Iraq al-Abadi ha dichiarato la vittoria finale del Paese sull’ISIS il 9 dicembre 2017, tuttavia, lo Stato Islamico continua a controllare cellule dormienti nel territorio iracheno. A seguito delle ingenti perdite territoriali, la maggior parte degli osservatori afferma che l’ISIS ha modificato la sua strategia, preferendo la tattica dell’attacco a sorpresa.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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