Accordo UE-Marocco: Commissione approva inclusione Sahara occidentale

Pubblicato il 13 giugno 2018 alle 7:00 in Marocco Sahara Occidentale

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La Commissione europea ha annunciato, martedì 12 giugno, che il Collegio dei commissari ha adottato la proposta che include il Sahara occidentale nell’accordo agricolo tra Marocco e UE.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Morocco World News, una fonte europea non identificata ha dichiarato che questo costituisce “un passo importante per l’adeguamento del patto alla decisione della Corte di giustizia dell’UE”. Il 21 dicembre 2016, la CGUE aveva affermato che l’accordo sulla reciproca liberalizzazione degli scambi di prodotti agricoli e di pesca, firmato nel 2012, risultava valido solo all’interno dei territori esplicitamente menzionati, ovvero Marocco e Unione Europea, mentre non era applicabile all’area del Sahara occidentale. Nel febbraio 2018, la Corte ha anche escluso dall’ambito di applicazione del trattato le acque adiacenti al Sahara occidentale. Tuttavia, il Regno ha sempre contestato tali sentenze, dichiarando che non avrebbe mai accettato un accordo senza l’inclusione di quel territorio.

La fonte citata ha affermato anche che, nei giorni scorsi, sono state avviate consultazioni tra le parti interessate che hanno portato alla proposta di includere i prodotti provenienti dal Sahara occidentale nell’accordo UE-Marocco, in vista dei benefici socioeconomici che ne ricaverebbe la popolazione della regione. Al termine della riunione del Collegio dei commissari, la Commissione europea ha dichiarato che i documenti approvati saranno inviati al Consiglio dell’UE e al Parlamento europeo per l’adozione finale. Rabat ha sottolineato che “non esiterà ad abbandonare la partnership se gli accordi dovessero minare la sovranità del Paese sulle sue province meridionali”.

In seguito alle sentenze della Corte di giustizia, la Commissione europea aveva presentato, lo scorso marzo, una dichiarazione in cui affermava che l’obiettivo delle parti è mantenere e sviluppare il partenariato nel settore agricolo e della pesca tra UE e Marocco, “concludendo un accordo e un protocollo che siano sostenibili dal punto di vista ambientale, redditizi a livello economico e pienamente in linea con il diritto internazionale e dell’UE “.

In seguito al ritiro del dominio spagnolo nel 1975, il Marocco annesse due terzi del Sahara Occidentale al proprio territorio. Il Fronte Polisario, movimento di liberazione del popolo saharawi, annunciò nel 1976 la nascita della Sahara Arab Democratic Republic (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria. Il Fronte intraprese una guerriglia per l’indipendenza fin quando, il 6 settembre 1991, venne dichiarato un cessate il fuoco, supportato dalla Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO). Nel 1984 il Sahara Occidentale entrò, come membro separato, nella Organization for African Unity (OAU) che sarebbe poi divenuta l’Unione Africana (AU) nel 2001. In risposta, il Marocco la abbandonò. Dopo 33 anni di assenza, il primo febbraio 2017, il Paese è rientrato a fare parte dell’Unione.

Ancora oggi, il governo di Rabat sostiene che l’area del Sahara Occidentale, ricca di riserve di fosfato, faccia parte del Regno del Marocco. Il Fronte Polisario, invece, continua a battersi affinché venga indetto un referendum per l’autodeterminazione del proprio territorio, dove risiedono circa mezzo milione di individui. La situazione si è aggravata nell’agosto 2016, quando il Marocco ha invaso la zona indipendente del Sahara Occidentale, violando il cessate il fuoco imposto dalle Nazioni Unite. Attualmente, tale territorio è diviso in diverse zone, alcune autonome, altre occupate dalle truppe marocchine.

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Chiara Gentili

di Redazione

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