Saviano contro Salvini e Toninelli, “vi comportate da banditi”

Pubblicato il 12 giugno 2018 alle 9:49 in Immigrazione Italia

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Roberto Saviano ha avviato una polemica frontale con il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, in merito al rifiuto di accogliere nei porti italiani la nave Aquarius, con a bordo 629 migranti, tra cui 123 minori non accompagnati, 7 donne incinte e 11 bambini. “Evidentemente alzare la voce, cosa che Italia non faceva da anni, paga”, ha affermato Salvini dopo l’annuncio della Spagna, che accoglierà la nave nel porto di Valencia.

Sui propri account Facebook e Twitter, Saviano ha postato un video in cui definisce i due politici “banditi”, in quanto hanno “messo a rischio le vite di decine e decine di persone”. Lo scrittore spiega che le negoziazioni politiche dovrebbero essere fatte al tavolo della politica, e non sul corpo di persone disperate che sono sopravvissute ai campi di concentramento libici. In particolare, tutto ciò che il governo racconta sul rapporto tra i migranti e l’Europa, secondo Saviano, è una bugia. “Non è vero che l’Europa ci ha abbandonato, non è vero che siamo soli, poiché l’Europa ha stanziato una serie di fondi per la gestione dei flussi di rifugiati: 1) il Fondo europeo per l’integrazione dei cittadini di Paesi terzi; 2) Fondo europeo per i rifugiati; 3) Fondo europeo per i rimpatri; 4) Fondo europeo per le frontiere esterne”, spiega il giornalista e scrittore, aggiungendo che, negli ultimi anni, l’Italia ha ricevuto 800 milioni di euro, e non solo. “Quando il governo parla dei famosi 5 miliardi di euro spesi per tutte le attività di gestione del flusso dei migranti, fa credere che tale cifra potrebbe essere spesa in altro modo”, continua Saviano, rivelando che l’Europa ha concesso all’Italia di scorporare dal bilancio questi 5 miliardi di euro, in modo che non pesino sul deficit-PIL. Quindi, ad avviso di Saviano, i politici stanno mentendo, perché se volessero spendere 5 miliardi di euro per gli italiani, dovrebbero prenderli tagliando le risorse del Paese. “Questi 5 miliardi di euro non sono vincolati al bilancio, questa decisione dell’Europa permette di gestire l’emergenza dei rifugiati, non pesando sulle tasche degli italiani”, conclude lo scrittore.

In seguito al salvataggio dei 629 migranti al largo della Libia, tra il 9 e il 10 giugno, la nave Aquarius si è vista negare l’autorizzazione ad attraccare in Italia dal ministro Salvini, che ha chiuso tutti i porti, ritenendo che i migranti dovessero essere accolti da Malta, in quanto “porto più sicuro”. Da parte loro, le autorità maltesi hanno negato l’accesso all’Aquarius, sostenendo “di non essere coinvolte nella questione”. Il premier maltese, Joseph Muscat, ha altresì accusato l’Italia di violare il diritto internazionale con la chiusura dei propri porti ai migranti. Dopo un giorno di stallo causato dal braccio di ferro tra i due Paesi, la Spagna ha deciso di accogliere i 629 migranti. Il premier spagnolo, Pedro Sanchez, ha annunciato, nella giornata di lunedì 11 giugno, che avrebbe fatto attraccare l’imbarcazione presso il porto di Valecia, per offrire un posto sicuro ai migranti lasciati a sé stessi nel Mediterraneo. Il ministro della Difesa spagnolo, Margarita Robles, ha dichiarato che la priorità in situazioni simili deve essere il salvataggio delle vite umane, indipendentemente dal Paese. A suo avviso, inoltre, in momenti di dramma come questi, l’Unione Europea ha l’obbligo morale di intervenire.

La decisione spagnola è stata accolta positivamente da Salvini, il quale ha affermato: “Con la vicenda della nave Aquarius qualcosa sta cambiando, per la prima volta una nave partita dalla Libia e destinata all’Italia attraccherà in un Paese diverso”. A suo avviso, si è aperto un nuovo fronte a Bruxelles sulle politiche di immigrazione e, adesso, verrà esercitata pressione sulla Commissione affinché adempia ai doveri nei confronti dell’Italia. Salvini ha inoltre affermato che, ciò che è stato fatto per l’Aquarius, verrà fatto anche per le prossime navi, in quanto il governo italiano “continuerà con la linea del buonsenso e della condivisione”, poiché l’obiettivo è quello di proteggere le frontiere esterne dell’Europa. Il ministro ha precisato che, prima dell’intervento spagnolo, l’Italia aveva acconsentito allo sbarco nei propri porti dei minori e delle donne incinte.

Un altro fronte sul quale è necessario agire, ha continuato Salvini, è quello libico, “perché il problema va risolto a valle e non a monte”. Per tale ragione, il capo del Viminale non ha escluso l’organizzazione di una sua prossima missione in Libia. Occorre ricordare che, il 17 gennaio 2018, il Parlamento italiano, tra le missioni italiane all’estero 2018, ha approvato una missione bilaterale di assistenza e supporto in Libia, che comporterà la presenza di 400 militari italiani nel Paese nordafricano, insieme a 130 mezzi terrestri, navali e aerei tratti dal dispositivo Mare sicuro, attivo dal 12 marzo 2015 con il compito di svolgere attività di sorveglianza in mare. L’obiettivo è quello di assistere il governo di Tripoli, guidato dal premier Fayez Serraj, nei settori della sanità, formazione, supporto alle forze di sicurezza e contrasto all’immigrazione illegale. L’iniziativa assorbe la precedente Operazione Ippocrate, volta a fornire assistenza sanitaria.

Il nuovo premier italiano, Giuseppe Conte, ha commentato la vicenda dell’Aquarius ringraziando l’intervento della Spagna: “Avevamo chiesto un gesto di solidarietà da parte dell’UE su questa emergenza, non posso che ringraziare Madrid per aver accolto l’invito”. A suo avviso, tale mossa è andata nella direzione della solidarietà. Da parte sua, il ministro Toninelli ha affermato su Twitter che, stavolta, è necessario che tutti capiscano che il diritto internazionale non può abbandonare l’Italia a sé stessa, aggiungendo che Roma salverà sempre vite umane, “ma Malta è la spia di un’Europa che deve cambiare”. In un’intervista televisiva, Toninelli ha spiegato che l’Italia ha inviato due motovedette con medici a bordo per soccorrere i migranti a bordo dell’Aquarius.

È atteso, nella mattinata di martedì 12 giugno, un vertice palazzo Chigi per affrontare la questione del caso Aquarius, nonostante la Spagna abbia già confermato il proprio impegno.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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